Sarah Maestri e il romanzo sui tentativi di adozione di una donna senza partner

Un amore a prima vista, tanto travolgente quanto inaspettato: è stato così, improvviso e sorprendente, quello tra Sarah Maestri e Alesia, bimba di Cernobyl incontrata per caso con un programma di scambio e diventata poi, dopo molte battaglie legali, ufficialmente figlia sua.L'attrice, nota per aver interpretato il ruolo di Alice Corradi nel film "Notte prima degli esami" di Fausto Brizzi, è stata una delle prime donne single ad adottare nel nostro Paese, e ha raccontato la sua complicata vicenda nel volume "Stringimi a te" (Garzanti) che verrà presentato domani alle 17 al castello Visconteo di Voghera nell'ambito della rassegna "Un castello di libri". Adottare per un single in Italia è possibile, quindi. «Certo, e lo stabilisce la legge 184 del 1983, intitolata "Diritto di un minore ad avere una famiglia". L'articolo 44, dedicato ai casi particolari, garantisce la possibilità di adozione anche "a chi non è coniugato"» Nel suo caso, però, l'adozione è stata tutt'altro che semplice. «Non perchè fossi single, sia chiaro, ma perchè nel periodo in cui abbiamo cominciato l'iter in Italia c'è stato un blocco totale delle adozioni internazionali. Io ho fatto domanda ufficiale nel 2014, nel 2015 ho ricevuto l'idoneità da parte del tribunale italiano e poi, subito dopo, ho visto tornare in orfanotrofio quella bambina che ormai consideravo mia figlia per un impiccio burocratico. Era stata con me 150 giorni all'anno per tre anni (questo grazie ai programmi di risanamento che Italia e Bielorussia condividono dall'incidente nucleare del 1986), le avevo fatto delle promesse, ero pronta a costruire con lei la nostra famiglia. E poi un cavillo burocratico, un ufficio che non fa il suo dovere ci ha bloccate a migliaia di chilometri di distanza. C'è stata un'inchiesta, il caso ha coinvolto 150 famiglie» E quindi, cosa ha fatto?«Ho mantenuto, per quanto possibile, le promesse che avevo fatto. Sono andata a vivere in Bielorussia, dove ho insegnato teatro e ho girato il documentario "Il mondo fuori da qua" che mi è valso un Airone d'oro per l'impegno umanitario. Solo nel settembre 2018, finalmente, siamo riuscite a tornare entrambe in Italia come madre e figlia. Quando la vicenda è cominciata, Alesia aveva 8 anni, quando è finita ne aveva 15. Il destino l'avrà anche fatta nascere in una situazione difficile, ma è stata la burocrazia a rubarle l'infanzia».Casi come questo contribuiscono a scoraggiare chi vuole adottare.«Pochi giorni fa Repubblica pubblicava i dati di quello che è a tutti gli effetti un crollo delle adozioni in Italia: nel 2010 erano 4.300 i figli dell'adozione internazionale entrati nel nostro Paese, mentre sono diventati 273 nel primo semestre del 2022. Certo nel frattempo molti Paesi hanno chiuso le frontiere, ma rimane il fatto che le attese sono lunghissime, e tante coppie che un tempo si sarebbero rivolte all'adozione per diventare genitori, si orientano verso le tecniche sempre più efficaci di fecondazione assistita. Basta fare un raffronto: nel 2019 sono nati 14mila bambini con la procreazione assistita, ne sono stati adottati 1.205. Se questo è un bene per la coppia, non lo è per i bambini che sognano una vita normale, e che (come garantisce la nostra legge) hanno diritto ad avere una famiglia» .--serena simula