Celosia argentea, l'ultima bella e lunga fioritura ha bisogno di tanto concime

paolo cauzziIn questo periodo, nei nostri giardini, ci sono le ultime fioriture di erbacee ornamentali. Una pianta molto in voga in passato e tuttora utilizzata è la Celosia argentea o più conosciuta con il su nome comune di "cresta di gallo". Le piante del genere Celosia, provenienti dalle regioni tropicali del centro America, dell'Africa e dell'Asia, sono erbacee perenni, ma generalmente nei nostri climi sono coltivate come annuali a scopo per lo più ornamentale. Possiede un portamento eretto e compatto ma ha un apparato radicale ben più ridotto della chioma. dai tropici asiaticiOriginaria dell'Asia tropicale è stata per anni selezionata in diverse varietà. Le foglie, in generale grandi, allungate e ovali hanno nervature evidenti e risultano piuttosto ruvide al tatto. L'altezza è variabile in base alle cultivar ma in media va dai 40 cm fino al metro e mezzo. Necessita di sole e una buona esposizione alla luce ma teme il vento e non resiste a temperature inferiori ai 10-15° C. La temperatura ottimale si aggira intorno a 20-25°C. Nelle zone caratterizzate da clima temperato come le nostre può essere utilizzata per creare bordure o per ornare giardini rocciosi. Nel caso si decidesse di coltivarla in contenitore, sul fondo del recipiente devono essere posti materiali drenanti come ghiaietto per evitare eventuali ristagni di acqua. Per la maggior parte delle specie, la fioritura inizia verso la fine della primavera e può proseguire fino all'autunno inoltrato. la cimaturaL'operazione di cimatura degli apici vegetativi favorisce la ramificazione della pianta e quindi una maggiore produzione di fiori. Gli steli appassiti devono essere a mano a mano tolti per consentire la crescita di nuovi fusti erbacei. Il substrato ideale è un terreno fertile, tendente al torboso (ricco di sostanze organiche) misto a sabbia e privo di ristagni idrici. Un ph troppo altro ha dimostrato nelle coltivazioni sperimentali la possibilità di causare clorosi fogliare dovuta a carenza di ferro. Se la pianta è coltivata in piena terra, le irrigazioni devono essere saltuarie nei mesi vegetativi, ovvero da aprile a ottobre; se in vaso, occorrono annaffiature regolari da marzo a ottobre. In entrambe i casi eccessi di acqua potrebbero far marcire le radici. la curaLa concimazione, che assicura una buona crescita della pianta, varia in funzione dello stadio di fioritura: quando i fiori cominciano a sbocciare questa operazione diventa più frequente ovvero deve essere fatta anziché una volta al mese, ogni due settimane. A tale scopo può essere usato un fertilizzante, contenente tre parti di azoto, due di potassio e una di fosforo, da diluire nell'acqua utilizzata per l'annaffiatura. È comunque adatto anche un concime granulare e lento rilascio da utilizzare ogni due mesi. Un'occasione per poter ammirare un esemplare in piena fioritura sarà visitare l'orto botanico dell'Università di Pavia (SMA - Sistema Museale di Ateneo) che ospita questa specie nella collezione di specie officinali. --