Il rapper replica al sindaco: «Volevamo solo divertirci»
Sandro Barberis / mede«Non penso di aver fatto niente di male, la gente adesso mi ferma per Mede dandomi ragione». Si difende così Matteo Corbella, 20 anni, in arte Zeta. È lui il rapper finito nel mirino del sindaco leghista Giorgio Guardamagna, prima per aver affisso dei volantini in paese per invitare amici e conoscenti a partecipare come comparse in un video musicale, poi per uno scambio di opinioni sopra le righe sui social. Il sindaco, a giugno, aveva fatto rimuovere i volantini, giudicando l'evento un raduno non autorizzato, innescando le polemiche. la ricostruzione del rapper«Sono stato chiamato in questura a Pavia, mi hanno detto che era stato previsto un arrivo di 20-30mila persone: ma davvero può sembrare possibile una cosa del genere in una piccola realtà come Mede? - spiega ancora il giovane rapper -. Il giorno in cui poi abbiamo effettivamente fatto il video avevo due auto della Digos sotto casa, la mia famiglia era spaventata. Volevamo solo passare qualche minuto di divertimento, senza fare del male a nessuno». La rimozione dei volantini e i divieti arrivati dal sindaco erano finiti al centro di una querelle sulla tribuna dei social network. Dove erano volate parole forti contro la giunta. Parole troppo forti secondo il sindaco, che ha dato mandato di querelare il rapper e altri che avrebbero insultato la giunta. «Non ho istigato nessuno all'odio contro il sindaco di Mede, l'aspetto legale al momento non mi crea problemi, anche se abbiamo espresso pareri forti», evidenzia ancora il 20enne cantante di Mede. la querelle con il sindacoAnche nella politica c'è qualcuno in minoranza, ma anche all'interno della maggioranza (nello specifico Simone Annibale Ferraris) che ha criticato la decisione di Guardamagna di incaricare un avvocato. Il primo cittadino però ha detto di voler tirare dritto. «In quanto non si possono far passare in sordina offese che ledono l'istituzione comunale», ha spiegato il sindaco. «Sto ricevendo solidarietà in città, molti medesi hanno capito che volevamo solamente divertirci qualche minuto facendo un video - chiude il rapper lomellino -. Il sindaco, quando ci siamo scontrati sui social, ha cancellato commenti a mio favore. Mi chiedo se questa è democrazia. In futuro ho ancora progetti musicali e voglio effettuarli a Mede, auspicando di avere una maggiore comprensione». -- © RIPRODUZIONE RISERVATA