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Massimo righiLa corsa ai ripari è affannosa, assediati in un quadro di difficoltà che rimbalzano impietose dai numeri. E non solo gli importi delle bollette di luce e gas, ma anche quelli delle statistiche, delle indagini sociali, dei consuntivi periodici. Due esempi: una ricerca Nomisma dimostra che il il 65% delle famiglie italiane giudica il proprio reddito non più adeguato a far fronte alle necessità primarie. E se delimitiamo il campo delle utenze attingendo all'attività di Arera - l'Autorità di regolazione dell'energia che ha il compito di tutelare gli interessi dei consumatori per la fornitura di luce, gas e acqua - scopriamo che il bonus sociale oggi viene garantito a oltre tre milioni di nuclei familiari: prima dell'automatismo, scattato nel 2021, erano 700 mila. Gli impianti collettiviLe contromisure - oltre a quelle per mitigare i costi delle bollette in vigore dal primo trimestre 2022 e al decreto per ridurre i consumi che ci attende al varco - sono concentrate sul versante della produzione alternativa, ideale punto di incontro fra transizione ecologica e abbattimento delle spese, anche approfittando delle opportunità di sostegno economico e fiscale. Il crocevia è il fotovoltaico diffuso, l'evoluzione si chiama comunità energetica, realtà nella quale gruppi di cittadini - che siano gli abitanti di un palazzo o di un'intera via - uniscono le forze per produrre energia elettrica "fai da te" e risparmiare. Molto più di un'ipotesi, non ancora una realtà consolidata, per quel brutto vizio tutto italiano di fare le leggi e lasciare per strada i decreti che ne consentono l'applicazione. Siamo in ritardo, ma con la garanzia del ministero che il traguardo non diventerà una beffa. E per farsi trovare pronti, meglio conoscere le regole.Utenze e trasparenzaC'è poi un'altra novità che ci attende nelle prossime settimane e che è bene approfondire nel dettaglio per far valere diritti che troppe volte vengono ignorati: dal 1° ottobre cambia il metodo di calcolo dei costi del gas in bolletta per le utenze domestiche nel mercato di maggior tutela. E vengono rafforzati nuovi obblighi di trasparenza per i venditori, che si aggiungono al divieto fino al 30 aprile 2023 di modificare unilateralmente i contratti di fornitura di elettricità e gas. Non un argine che rende il consumatore inattaccabile da ora e per sempre, ma comunque una forma di riparo in una tempesta di cui non si intravede la fine. Da fare, però, resta ancora molto.--© RIPRODUZIONE RISERVATA