Leclerc vola in pole position È la seconda volta a Monza

il personaggioStefano ManciniINVIATO A MONZALa pole position di Leclerc salutata dal boato dei tifosi è il simbolo della stagione Ferrari. Il sabato di Maranello è sempre ricco di attese. Vive di emozioni velocissime, di cronometri che scorrono per un centinaio di secondi. Quel singolo giro dimostra quanto è potente una monoposto e quanto veloce e spregiudicato un pilota. Poi arriva la domenica e le speranze, tante, troppe volte deludono. Stavolta Leclerc ci va giù diretto, e non potrebbe altrimenti di fronte a una tribuna che lo acclama: «Dopo Spa, questo risultato è un bel sollievo. Possiamo fare come nel 2019. Il vostro sostegno è incredibile, darò tutto per portare la vittoria a casa». Tre anni orsono fu lui a centrare l'ultimo successo della Ferrari nel Gran premio d'Italia. Ieri ha festeggiato l'ottava pole, 17esima della carriera alla pari di Jackie Stewart, il campione del passato, e del rivale di oggi, Max Verstappen. Non c'è più un Mondiale da contendere. È vero che il leader della classifica sarà penalizzato di cinque posizioni, da 2° a 7°, ma il tempo che impiegherà a recuperare è irrisorio. Resta lui l'avversario da battere per chiudere la stagione con qualche altro successo e trarre un buon insegnamento dagli errori. I 109 punti di distacco non sono ragionevolmente recuperabili, anche perché la Red Bull è cresciuta più dei rivali e il suo pilota la guida davvero bene. «Abbiamo scelto un assetto aerodinamico più carico. In qualifica non è l'ideale, ma in gara dovrebbe darci qualche vantaggio», spiega il campione del mondo e leader del Mondiale. E in poche parole sintetizza la situazione: quest'anno, con una facilità di sorpassi persino esagerata, conviene avere una vettura veloce e ben bilanciata per la gara. Partire al palo serve forse ancora a Montecarlo, di sicuro non dà più un grande vantaggio nemmeno tra le curve strette dell'Hungaroring. La F1-75, in parte dipinta di giallo in occasione dei 100 anni dell'Autodromo di Monza, è un magnifico animale da qualifica che gli errori e l'affidabilità hanno penalizzato in gara. Storia superata. La barra del timone è orientata verso il futuro, gli otto Gp da disputare serviranno a indirizzare lo sviluppo e a correggere ciò che non funziona. Ma Monza resta la gara di casa, non basta un piazzamento. Anche Sainz sogna di partecipare alla festa, malgrado scatti 18° dopo aver segnato il terzo tempo ed essere stato retrocesso per la sostituzione della power unit: «Non voglio mentire, mi fa male partire da dietro, soprattutto pensando a quanto va bene la macchina. Cercherò di dare un bello spettacolo: mi sarebbe piaciuto essere vicino a Charles per regalare una doppietta ai tifosi».Da Mattia Binotto arriva un saluto al pubblico: «Il tutto esaurito non è solo la F1 che cresce, c'è anche una Ferrari che con le sue prestazioni riaccende la passione. È un pubblico competente a differenza di altri: contiamo sulla sua spinta». --© RIPRODUZIONE RISERVATA