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l'intervistaFabrizio Merli / paviaMariastella Gelmini, 49 anni, ministra per gli Affari regionali e le Autonomie digitali dal 13 febbraio 2021 ha scelto i valori liberali di "Azione" uscendo da Forza Italia che, dice, è sempre più appiattita sulle posizioni della Lega e di Salvini. I pavesi la troveranno sulla scheda proporzionale per il Senato al secondo posto, dietro all'ex premier Matteo Renzi di Italia Viva.Lei ha dichiarato che "nessuno avrà i numeri per governare". Su cosa si basa questa previsione e quale sarà il ruolo del Terzo polo?«Il nostro obiettivo è fare un buon risultato. Sono certa che Italia Sul Serio, grazie a Carlo Calenda e Matteo Renzi, sia davvero la sorpresa di questa tornata elettorale. Contiamo di essere decisivi al Senato e di poter raccogliere le forze necessarie per riprendere il percorso e il metodo di lavoro del governo Draghi. Un esecutivo apprezzato nel mondo e in grado di traghettare l'Italia fuori dalla bufera. Quanto a noi poi, il giorno dopo le elezioni costruiremo la nostra nuova casa politica. Calenda e Renzi hanno preso un impegno a Milano, in occasione dell'apertura della campagna elettorale di fronte a 5mila persone e io non ho dubbi che sarà così». Fino a pochi mesi fa ha fatto parte di Forza Italia, lei pensa di esser stata compresa dagli elettori? «Dai messaggi che sto ricevendo in queste settimane so di essere stata compresa, anche perché ho spiegato la mia scelta nel momento in cui Lega e Forza Italia, con l'appoggio rilevante del M5S, hanno di fatto sfiduciato Draghi. Un gesto irresponsabile viste le emergenze che il Paese sta affrontando: dal caro energia al conflitto in Ucraina, dall'inflazione alla lotta al virus. A questo va aggiunto che Forza Italia da molto tempo si è di fatto adeguata alle politiche di Salvini, di aperto sostegno al sovranismo di Orban e alla destra lepenista. Le basi sulle quali era nata Forza Italia sono state terremotate. Ho deciso di lasciare, trovando successivamente in Azione e in Carlo Calenda quei valori liberali, popolari e riformisti che - ne sono certa - possono realmente dare una prospettiva nuova al Paese».Gli italiani stanno vivendo con angoscia la crisi energetica. Azione cosa propone per raffreddare le bollette, considerato che il conflitto in Ucraina potrebbe essere ancora lungo?«È urgente promuovere a livello europeo il tetto al prezzo del gas. Occorre mettere subito mano alla riforma del mercato dell'energia nazionale con il GSE come acquirente, assegnando un prezzo di mercato per l'energia prodotta tramite gas e uno fisso per quella prodotta con fonti rinnovabili. Il governo ha già stanziato 50 miliardi di euro contro il caro bollette e l'aumento dei carburanti, ma siamo pronti ad intervenire con un nuovo provvedimento per mettere al riparo famiglie e imprese. E poi avanti con le grandi opere che servono al Paese, dal rigassificatore di Piombino a quello di Ravenna. E niente paura sul nucleare di ultima generazione». Nei programmi non si parla a fondo dei cambiamenti climatici. Qual è la direzione sul tema dell'ambiente per Azione?«La transizione ecologica è una delle missioni del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: dobbiamo salvaguardare l'ambiente e, al contempo, accompagnare le imprese in questa sfida, senza sacrificare posti di lavoro. Noi proponiamo di puntare sull'efficienza energetica degli edifici e sulla manutenzione delle aree boschive, su un piano per la gestione del dissesto idrogeologico. Inoltre nel Pavese, i raccolti di riso sono calati del 30% a causa della siccità: contrastiamo la crisi idrica trattenendo le acque piovane nei periodi di abbondanza, recuperando o realizzando nuovi invasi e bacini, ristrutturando la rete idrica e i sistemi di irrigazione per ridurre perdite e sprechi. E poi ricicliamo il 68% dei rifiuti, bisogna quindi fare di più. Per questo servono nuovi impianti tra termovalorizzatori e impianti di smaltimento, sul modello Brescia». Matteo Salvini si arrabbia se i giornalisti parlano di Russia, ma è un fatto che stia mettendo in dubbio le sanzioni a Putin. Secondo lei c'è un legame forte tra Lega e Russia?«L'atteggiamento di Salvini sulle sanzioni alla Russia è preoccupante, mi domando come possano sopportarlo i suoi alleati. L'aggressione militare della Russia va condannata senza se e senza ma. Basta ambiguità su Putin. Serve chiarezza». Lei è stata ministra dell'Istruzione. Il programma di Azione e Italia Viva pone al centro proprio la formazione dei ragazzi...«In questi giorni tante ragazze e tanti ragazzi sono alle prese con un nuovo anno scolastico. La riapertura della scuola è stato uno dei principali obiettivi del governo sin dall'inizio della campagna vaccinale. Abbiamo scelto di riaprire appena è stato possibile, nonostante lo scetticismo e le polemiche di alcuni. Ad oggi possiamo dire di aver avuto ragione: gli studenti sono tornati tra i banchi, in sicurezza, e le scuole sono rimaste aperte. Era la risposta migliore che potevamo dare ai più giovani dopo mesi di Dad e isolamento. Per Azione e Italia Viva la formazione e l'educazione dei ragazzi viene prima di tutto: nuove scuole e asili nido, libertà di scelta educativa, alternanza scuola-lavoro e potenziamento degli ITS, sostegni per gli studenti fuori sede. Questa la nostra ricetta per le giovani generazioni». Autonomia: la Lombardia la chiede da tempo. Con la fine del governo Draghi si riparte dal via? «Se la destra, con la complicità dei 5Stelle, non avesse mandato a casa il governo Draghi, oggi la legge quadro sull'autonomia differenziata, sarebbe all'esame del Parlamento. Spiace vedere che il lavoro fatto in questi mesi con Fontana, Zaia, Fedriga, Bonaccini e altri governatori venga buttato al macero. Ognuno ha le sue priorità: chi gli slogan da campagna elettorale, chi gli interessi del Paese». --© RIPRODUZIONE RISERVATA