Gianni Amelio racconta Braibanti «Essere gay è ancora un tabù»
veneziaIn questo festival gender fluid, e declinato sul tema dell'identità di genere, le tematiche de Il signore delle formiche di Gianni Amelio, film in concorso in questa 79/a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, sembrano quasi superate, soft, ma non è poi troppo vero. «Ho fatto questo film per dare voce a chi non ce l'ha - ha detto Amelio - Le cose sono cambiate dal 1968, il reato di plagio non esiste più ma ci sono ancora persone che non possono dichiarare apertamente il loro essere gay, per tanti è ancora un tabù, o peggio una malattia».Quest'opera torna indietro nel tempo, fino a quegli anni Cinquanta e Sessanta quando essere omosessuali era ancora considerata una vergogna, una cosa contro natura, da nascondere. Il fascismo, che aveva stigmatizzato quella sessualità, sembrava ormai lontano, ma non abbastanza. Così si colpiva l'omosessuale, tanto più se intellettuale (a volte le due cose venivano confuse), attraverso altre forme, come racconta Amelio in questo film, non sempre totalmente riuscito e per certi versi classico, ma sicuramente pieno di afflato morale e voglia di giustizia.Da parte del regista de Il ladro dei bambini c'è una sorta di riabilitazione postuma della figura del drammaturgo e poeta Aldo Braibanti (interpretato da Luigi Lo Cascio), raffinato intellettuale molto sicuro di sé che cita Nietzsche (ma ricorda fisicamente Pasolini), accusato allora di plagio per aver sottomesso alla sua volontà un giovane allievo (Leonardo Maltese). Che fascino aveva Braibanti? Quello dell'intellettuale, promotore culturale a Castell'Arquato in provincia di Piacenza dove aveva creato una sorta di comune al Torrione Farnese che aggregava un sacco di giovani poeti e artisti. Alla fine degli anni Sessanta, però, la sua sessualità lo condannò a subire un processo, appunto per plagio, che fece scalpore. Braibanti fu condannato a nove anni di reclusione con l'accusa di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente: Ettore (Leonardo Maltese), da poco maggiorenne. E non finisce qui. Il ragazzo, per volere della famiglia, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a elettroshock. Solo un giornalista di sinistra tutto di un pezzo, Ennio (Elio Germano), s'impegnò a ricostruire la verità, affrontando le censure del suo stesso direttore.Il Signore delle Formiche», prodotto da Kavac film, Ibc Movie, Tenderstories con Rai Cinema, uscirà in sala dall'8 settembre con 01 Distribution. --