campagna del nord

il retroscenaFrancesco MoscatelliFrancesco OlivoSulle scrivanie dei dirigenti della Lega arrivano sondaggi da far venire i brividi. Nelle regioni del Nord si teme un bagno di sangue e il sorpasso di Fratelli d'Italia, al sud si rischia di avere percentuali infinitesimali. Veneto, Piemonte e Lombardia potrebbero voltare le spalle alla Lega. Insomma, Matteo Salvini deve dare una scossa alla sua campagna e per farlo, oltre alla critica alle sanzioni e al rilancio del progetto di autonomia (ne ha parlato ieri a Bolzano e Treviso), il segretario federale punta su una proposta: spostare il ministero dell'Innovazione a Milano. Dopo essersi distinto su sanzioni alla Russia e scostamento di bilancio («non la penso come Draghi e Meloni», ha ripetuto ieri) Salvini torna sui vecchi cavalli di battaglia. Il vecchio sogno di Umberto Bossi torna attuale, per mano di chi ha smantellato il partito nordista per un progetto nazionalista, che sembra ormai irrealizzabile. L'idea di per sé, infatti, non è nuova: la Lega di una volta tentò di installare un dicastero nella Villa Reale di Monza. Si trattava, però, solo di sedi distaccate, era il 2011 e Giorgia Meloni, allora ministra della Gioventù del governo Berlusconi, definì l'operazione «un bluff». Altri tempi, ma qualcosa resta: la contrarietà di FdI alla proposta di spostare da Roma i palazzi del potere. Da via della Scrofa si evitano commenti ufficiali, nessuno vuole alimentare polemiche, l'uscita di Salvini viene liquidata dai dirigenti come un tentativo di recuperare il terreno al Nord e di tornare al centro del dibattito. Come dire, legittimo, ma noi non c'entriamo. Daniela Santanché, fra le grandi artefici della campagna del Nord di Fratelli d'Italia che ha l'obiettivo di superare la Lega in Lombardia e in Veneto, non concede grandi margini a Salvini: «Per la nostra cultura politica non è importante dove si trova un ministero. L'importante è che lavori bene, che sia efficiente e che faccia il bene del Paese». Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, ci scherza su: «Il ministero in Lombardia? Non lo so non ci ho mai pensato - ha detto a Metropolis -. Dal punto di vista campanilista, da fiorentino, se ci fosse un ministero a Milano ne vorrei tre a Firenze». La trovata ha raccolto molti consensi al Nord persino tra gli esponenti lombardi del centrosinistra come il sindaco Giuseppe Sala. Molto più freddi, invece, quelli che insieme alla Lega dovrebbero attuare questo programma, ovvero Fratelli d'Italia. «Se non è una boutade elettorale - dice il sindaco di Milano Sala - e lo vedremo nei prossimi giorni, ci si può ragionare». Nel Pd milanese la posizione del sindaco è stata commentata con qualche fastidio, ma anche Carlo Cottarelli, economista in corsa per un seggio alla Camera per il Pd, concede: «Se questo ministero si formasse, non è sbagliata l'idea di averlo a Milano, che è il centro dell'Italia nell'innovazione».Salvini esibisce i consensi ricevuti: la prorettrice dell'Università Statale, Marina Brambilla, definisce quella della Lega «un'ottima idea», pure apprezzata - sottolinea il Carroccio - da Assolombarda e Confcommercio Milano, Monza-Brianza e Lodi che esprimono «sostegno alla proposta». Si sbilancia favorevolmente anche il think tank "Lettera150", composto da circa duecento docenti universitari. Il presidente di Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali, si porta avanti e segnala un'area adatta a ospitare il ministero, «tra il Portello e City-Life». Riccardo De Corato, storico esponente della destra milanese oggi candidato con FdI, preferisce rimandare la questione: «Milano è già la capitale italiana del digitale e dell'innovazione. Spostare un ministero? Non so se è possibile. Contrario? No. Ma una cosa del genere non è mai stata fatta nella storia repubblicana e va valutata dopo la nascita del governo». A Milano fa discutere un altro silenzio, quello di Letizia Moratti. La vicepresidente della Regione che sogna di diventare governatrice evita ogni commento. Ma la sua prudenza sembra soprattutto dettata dalla volontà di tenersi alla larga dalla campagna elettorale. Sul tavolo c'è ancora la sua proposta di candidarsi come governatrice. Una questione che, inevitabilmente, è legata anche a quello che succederà il 25 settembre. Chissà che l'ex sindaco di Milano possa ambire anche a un ministero. Magari quello dell'Innovazione (ma a Roma). --© RIPRODUZIONE RISERVATA