incognita riapertura
Maria Berlinguer / ROMATutti in classe. La prima campanella a suonare sarà questa mattina per gli studenti dell'Alto Adige, poi da qui al 19 settembre toccherà a tutte le altre regioni. Niente mascherine salvo per i fragili e e niente Dad. «I professori saranno tutti al loro posto» assicura da Cernobbio il ministro dell'Istruzione Bianchi, escludendo il ritorno della didattica a distanza. L'esecutivo «non ha mai parlato della possibilità di fare un giorno in Dad per via del caro energia» e «in ogni caso - ha aggiunto il ministro - la mia posizione è chiarissima. Di fronte ai problemi che abbiamo e che tutti conosciamo, la scuola deve essere l'ultima a essere toccata». «In molte regioni abbiamo fatto le supplenze, quest'anno non ci saranno le 40 mila supplenze legate al Covid. Quindi non è che mancano ma non ci sono perché erano legate al Covid. Stiamo lavorando per garantire a coloro che verranno la tavola apparecchiata e si può iniziare a servire la cena». I sindacati però non sono d'accordo e denunciano una carenza di 200mila unità tra professori e personale scolastico. Nonostante l'espletamento, in questi mesi, di numerosi concorsi, le cattedre scoperte sarebbero oltre il 50% rispetto alle disponibilità di assunzioni arrivate dal Mef. Almeno 150-200mila i docenti precari che dovrebbero colmare l'assenza di prof titolari, e poi - lamentano ancora i sindacati - c'è la mancanza di circa 15mila amministrativi e collaboratori scolastici, e di 500 presidi, oltre al mancato rinnovo dell'organico Covid. Nelle 107 scuole fiorentine (ogni ordine e grado) mancano tecnici, segretari, custodi: nel dettaglio, quanto al personale di ruolo, mancano 317 persone che potevano andare nelle immissioni in ruolo e invece andranno in supplenze. In Piemonte la copertura raggiunta è di «oltre il 96% dei posti» dice il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Stefano Suraniti. Ma solo a Torino e Provincia sono mille i docenti che mancano all'appello tra materne ed elementari. Famiglie e studenti inoltre dovranno fare i conti con il caro libri. Secondo il Codacons la spesa potrebbe arrivare a un più 1300 euro a famiglia. Novità anche sul fronte Covid. Il ministero ha inviato a tutti gli istituti un vademecum già contestato dai medici di Sisma, società italiana di medicina ambientale, che accusano il governo di scarica barile sul personale scolastico della gestione delle criticità. A scuola si potrà andare anche se raffreddati ma i sintomi respiratori devono essere "di lieve entità" e senza febbre. In tal caso bisogna indossare la mascherina Ffp2. Le mascherine sono previste anche per gli alunni e per tutto il personale fragile in possesso della certificazione necessaria: in tal caso la dotazione di Ffp2 e di dispositivi per gli occhi arriverà dalla stessa scuola. Non è più prevista la misurazione della temperatura all'ingresso ma qualora in classe emergesse che qualcuno tra il personale scolastico o gli studenti presenta sintomi indicativi di infezione, deve essere ospitato nella stanza dedicata o nell'area di isolamento, predisposta e, nel caso di bambini o alunni minori, devono essere avvisati i genitori. Per il rientro a scuola dei casi confermati è necessario l'esito negativo del test (molecolare o antigenico). Raccomandata la sanificazione ordinaria periodica dei locali. Gli studenti positivi non potranno più seguire le lezioni in Dad. --© RIPRODUZIONE RISERVATA