Una passeggiata in riva al Ticino scoprendo le specie importate

PAVIAÈ una delle facce meno gradevoli della globalizzazione. Stiamo parlando della lenta ma inesorabile colonizzazione, da parte delle piante aliene, delle rive del Ticino e dei nostri boschi, dove tuttavia l'emergenza è meno grave. A illustrare quello che è un vero stravolgimento dell'ambiente saranno, per due domeniche consecutive, Nicola Ardenghi e Paolo Cauzzi, rispettivamente curatore e giardiniere all'Orto Botanico di Pavia. «Parleremo - esordisce Ardenghi - anche della flora autoctona, di come abbia resistito agli attacchi delle piante aliene, originarie cioè delle Americhe o dell'Asia». Il primo appuntamento è in programma domani, alle 17, nella sede dei Vogatori Pavesi in via Milazzo a Pavia. «Sarà una passeggiata alla scoperta delle nostre piante e di quelle per così importate». Un fenomeno, quello in questione, che ricorda in tutto e per tutto l'invasione delle nostre acque da parte del pesce Siluro, che, nei fiumi lombardi, non ha trovato antagonisti. «Lo stesso identico discorso - prosegue Ardenghi - si può fare per la flora. In riva al Ticino possiamo trovare, per esempio, il luppolo del Giappone, che è stato introdotto come pianta ornamentale e che, evidentemente, è sfuggito di controllo. Durante la nostra passeggiata incontreremo lo zucchino selvatico, che è stato importato dal Nord America». Domenica 11 settembre alle 10.30, sempre Ardenghi e Cauzzi danno appuntamento alle Cascine Orsine a Bereguardo per una passeggiata nel parco. Per partecipare a entrambi gli eventi, che rientrano in Horti Aperti, bisogna prenotare scrivendo a hortiaperti@hportiaperti.it o su whatsapp si può scrivere allo 347/8006131; 3 euro a persona. --p.a.v.