Bollette quintuplicate e imprese al fallimento
RomaDai bar alla distribuzione alimentare, dai trasporti ai distributori di metano fino all'industria dell'acciaio, della carta e della ceramica, settori tanto diversi ma con un solo comune denominatore: il rischio di chiusura causa il prezzo fuori controllo del gas e dell'energia. Nel luglio 2021 un bar spendeva circa 2.300 euro per 10.031 kWh, mentre un anno dopo ha speso, a parità di consumi, circa 6.950 euro denuncia la Fipe. Bollette «quintuplicate» rispetto alla norma, avvisa anche Fida - Confcommercio, e rischio chiusure anche nella distribuzione alimentare al dettaglio. Un settore caratterizzato da una «bassissima marginalità», spiega la presidente Donatella Prampolini, «che non può sostenere costi energetici su base mensile che impattano per il 10% sui conti economici, quando in condizioni di normalità non andavano oltre il 2%». In grave difficoltà anche i distributori di metano, che in Italia sono 1.500. «Ai prezzi attuali rischiamo di vederli scomparire dal mercato», avverte il presidente di Federmetano Dante Natali, spiegando che è «impossibile vendere il metano per autotrazione a 3 euro al chilo». Per Natali l'unico intervento possibile è un tetto al prezzo del gas «ma chiederemo - annuncia - anche l'annullamento dell'Iva al 5%». - Ma il rischio di uno stop generalizzato tocca pure le industrie dell'acciaio, perché «produrre con questi costi - spiega il presidente di Federacciai Antonio Gozzi - significa perdere centinaia di euro a tonnellata. Dopo le ferie estive moltissimi stanno valutando di non ripartire». Per Gozzi l'unica strada da percorrere è il price cap, anche autonomamente rispetto all'Europa. «Non è immaginabile - dice - abbandonare a sé stesso il sistema industriale italiano». Nel settore trasporti e logistica la corsa del metano costringe allo stop le imprese che hanno investito sui veicoli a gas. «Con un costo del gas quadruplicato abbiamo un aumento dei costi di esercizio di circa il 10-15%. Impossibile andare avanti per imprese che lavorano a marginalità molto ridotta» - dice il segretario generale di Conftrasporto Pasquale Russo. Addirittura «gravissima» è la situazione del comparto ceramica che esporta l'85% del prodotto e deve essere competitivo sui mercati internazionali, denuncia il presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani. Tra i settori più in crisi c'è poi quello della carta, che oggi ha perfino la difficoltà a trovare fornitori di gas. «Non abbiamo la possibilità di redigere dei contratti per l'anno termico che parte l'1 ottobre con le società che forniscono gas - spiega il presidente di Assocarta Lorenzo Poli - perché nessuno riesce a fare più un prezzo». --