Argine, la fortezza con ponte levatoio ora è diventata una dimora signorile
Roberto LodigianiPonte levatoio, fossato colmo d'acqua, merlature da cui scoccare le frecce sugli assalitori. Il castello di Argine aveva tutte le caratteristiche della classica fortezza tardo medievale-rinascimentale, progettate e realizzate per la difesa durante gli assedi: le stesse, in fondo, che ritroviamo in tanti kolossal hollywoodiani e nei film di genere. Poi, venute meno le funzioni militari (una pagina definitivamente voltata quando Argine e l'intero Oltrepo sono entrati a far parte dei domini di Casa Savoia, condividendone le sorti), l'edificio ha subito una trasformazione presso che inevitabile in dimora signorile di campagna, che si è a accentuata con l'acquisto da parte del marchese Fossati e dei suoi eredi. La trasformazioneVia, dunque, il ponte levatoio (sostituito con un più pacifico e funzionale ponticello in muratura), svuotato il fossato, eliminata parte della merlatura, sparite due delle quattro torri originali (ne restano una a destra dell'ingresso principale, ancora dotata di merli, e una seconda, più piccola, nell'angolo sud-est).«Il castello di Argine - spiega il sindaco di Bressana, Giorgio Fasani - è un bene privato, ma non del tutto negato all'utilizzo pubblico. Basti pensare all'apertura ai visitatori durante le Giornate Fai e ai concerti che di tanto in tanto si svolgono nel cortile grande. All'amministrazione fa comunque piacere che un monumento come questo, il più importante di Bressana dal punto di vista storico, insieme alla chiesa di Argine, venga tenuto in ordine e valorizzato dagli attuali proprietari».Storia e architettura Il castello di Argine risale ai secoli XIV-XV. Dopo la metà del Quattrocento risulttava sotto il controllo dei Visconti di Modrone. Ha pianta quadrangolare, tipica dei manieri di pianura, interamente in mattoni a vista. Un portale ad arco immette in un cortile interno quadrato con facciate parzialmente intonacate. «Sulle murature perimetrali - spiega la scheda dei Beni Culturali di Regione Lombardia - si notano i segni dei rimaneggiamenti avvenuti per lo più nel Settecento, come il sopralzo dell'ala nord. Le aperture sul lato ovest sono monofore con cornici modanate in cotto, mentre le finestre del fianco nord, settecentesche, presentano semplici bordature intonacate e dipinte». Il basamento «è scarpato, decorato con un fregio in cotto visibile in piccoli tratti. All'interno si trovano vari ambienti a volta e in legno decorato».--© RIPRODUZIONE RISERVATA