Meglio galleggiare, votare o Draghi?

Ci sono pochi giorni per convincere i protagonisti della crisi di governo che c'è ma non c'è, a fare un passo indietro ed evitare un pericoloso show down. Per capirci: Conte dovrebbe convincere l'ala più oltranzista del Movimento a sostenere lealmente il governo, e pure a convivere con i transfughi di Di Maio... ; Salvini, invece, dovrebbe mandare un messaggio esplicito al premier: non farò come Conte, e smetterò pure di chiedere uno scostamento di bilancio, una delle rivendicazioni che hanno allarmato di più; e Draghi stesso, infine, dovrebbe smentirsi - "non guiderò altro governo che questo" - qualora emergesse in Parlamento una maggioranza simile a quella che in Senato gli ha appena votato la fiducia, magari spingendo i partiti a sottoscrivere un nuovo patto d'azione, dopo quello che Conte e Salvini hanno infranto, e che lo convinca. Lo spazio c'è, ma risicato assai.In altre parole, ci vorrebbe un sussulto di responsabilità da parte di tutti per evitare enormi rischi. Il primo è quello della litigiosità che spesso porta all'immobilismo. Che l'Italia non può permettersi ora che è necessario concludere le missioni per le quali diciassette mesi fa è nato questo governo "anomalo": la lotta alla pandemia, i miliardi del Pnrr, le misure per la crescita, la delicata manovra di bilancio. E ora anche la drammatica crisi internazionale con le conseguenze economiche della guerra.Ecco, è proprio questo lo spettro che Draghi teme di più: il caos. Ha capito che Conte non punta al voto anticipato, ma ad avere mani libere e restare in un limbo dorato oscillando tra maggioranza e Aventino; e lo stesso potrebbe fare, a ruota, la Lega di Salvini nella quale, anche lì, si scontrano una fazione governista e una movimentista. Il premier teme insomma otto mesi di guerricciole, tensioni, richieste demagogiche. Un Vietnam che renderebbe impossibile prendere decisioni importanti con la dovuta ponderatezza e una larga condivisione.D'altronde l'apertura di una crisi porterebbe tempeste: partiti che in quattro anni hanno sperimentato, fallendo, ogni maggioranza possibile, tanto da spingere Mattarella alla carta Draghi, sarebbe capace di trovare in pochi giorni un'alternativa credibile al banchiere-premier, un governo capace di rispettare una nutrita agenda di impegni? "Allora si voti subito", obiettano i profeti delle elezioni anticipate. Ma la destra, che secondo i sondaggi potrebbe vincere e conquistare la premiership, è sempre più una e trina: Meloni, Salvini e Berlusconi hanno avuto posizioni diverse sui governi che si sono succeduti, e non la vedono allo stesso modo su Europa, Usa, Mosca, la guerra: non sono riusciti nemmeno a trovare candidati comuni nelle ultime amministrative.Dall'altra parte i problemi non mancano: l'alleanza chiave della sinistra, quella tra Pd e M5S, è andata in frantumi con lo strappo di Conte e le alternative possibili - il nuovo Ulivo o quel che sarà - è ancora tutto da costruire convincendo, a sinistra o al centro, alleati già riottosi. Ecco perché molti, a cominciare dal capo dello Stato, sperano in un impeto di responsabilità. Azzardo: ci sperano anche i cittadini. --© RIPRODUZIONE RISERVATA