Juventus, Pogba è tornato a casa L'abbraccio dei tifosi all'aeroporto
Gianluca Oddenino / TORINOTuta bianca, fascia nera in testa e la mano destra a battere il cuore dopo aver srotolato un sorriso gigante. Paul Pogba aveva talmente voglia di Juve che non l'ha sfoggiata solo nell'abbigliamento: con un fuoriprogramma senza precedenti, infatti, il centrocampista francese ha fatto fermare la Jeep del club - appena fuori l'aeroporto di Torino Caselle - per abbracciare quei tifosi che lo aspettavano. Non da ore, ma da sei lunghi anni. Un amore mai interrotto, e sempre corrisposto, che ora riesplode al massimo della forza con un colpo di mercato che riscrive la storia della Juve e rilancia le prospettive della squadra di Allegri per scudetto e Champions. Perché Pogba è un giocatore unico, dentro e fuori il campo, come raro è questo ritorno da svincolato che bissa la sua prima volta bianconera nel 2012. Dieci anni fa era un giovane e semi-sconosciuto francese, preso a parametro zero dal Manchester United, mentre ora è un uomo fatto e finito che può vantare anche il titolo di campione del mondo. I bianconeri se lo sono ripresi senza spendere un euro dopo averlo venduto al club inglese nel 2016 per oltre cento milioni di sterline e già questo basterebbe per urlare al capolavoro, ma dietro al "Pogback" c'è altro e in modo particolare la voglia del Polpo Paul di rimettersi in gioco dove tutto è iniziato e dove lui ha dato il meglio. «Sono tornato e sono molto contento di essere qui - ha commentato appena sbarcato in Italia -: non vedo l'ora di cominciare e indossare di nuovo la maglia della Juventus». Una maglia che avrà stampato il numero 10 dell'amico Dybala e del mito Platini, segno tangibile del ruolo iconico che dovrà ricoprire Pogba, ma c'è un altro "di nuovo" a fare la differenza e a spiegare il motivo per cui ha scelto la Juve. Pogba qui si sente a casa e il ritorno di fiamma è stato immediato, anche se l'ultima apparizione in bianconero risaliva a 2. 239 giorni fa con la Coppa Italia conquistata a Roma contro il Milan. Ritrova lo stesso allenatore, il feeling con Allegri ha pesato nella scelta, mentre sono pochi i compagni superstiti della sua prima avventura. C'è ancora Bonucci, promosso a capitano, assieme a Rugani, Alex Sandro e Cuadrado, mentre Padoin fa il collaboratore tecnico e l'ambiente è tutto nuovo. Per questo il Polpo è andato subito alla Continassa, nonostante il jet lag (arrivava direttamente da Miami), per visitare il nuovo centro sportivo che aveva visto solo in costruzione. Prima di andare a riposarsi al vicino J Hotel, stamattina sosterrà le tradizionali visite al J Medical preludio della firma sul contratto triennale (con opzione fino al 2026) da dieci milioni annui, Pogba ha dato vita ad un altro fuoriprogramma: si è fatto aprire il portone principale della Continassa e si è fatto travolgere dall'entusiasmo, firmando autografi e scattando selfie con il centinaio di tifosi presenti. «Che bello rivedervi», ha poi scritto sui social per stampare la cartolina di una giornata memorabile. Il ritorno del figliol prodig(i)o è un segnale di forza per una Juve che in meno di 20 ore ha prima accolto Di Maria e poi Pogba. Due svincolati di lusso che avviano la rifondazione della squadra, ma le grandi manovre sono appena iniziate e ora tutto dipende dalla trattativa per De Ligt. Ieri, insieme al centrocampista francese, è sbarcata anche la procuratrice Rafaela Pimenta che oggi incontrerà i dirigenti bianconeri per la cessione del difensore olandese. Il Bayern Monaco è in pole e può arrivare ad offrire 90 milioni di euro tra "cash" (75) e bonus (15): la Juve ne chiede 100, ma c'è già un tesoro per ingaggiare Koulibaly e Zaniolo, mentre Paredes e Molina tornano ad essere obiettivi sensibili. --© RIPRODUZIONE RISERVATA