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LACCHIARELLADate certe sulla bonifica dall'amianto dell'ex stabilimento Mamoli. Sono quelle indicate in un'ordinanza della sindaca Antonella Violi diretta al curatore fallimentare dell'area. Entro il 14 luglio dovrà essere affidato l'incarico dei lavori, nei 7 giorni successivi redatto il piano di intervento, entro il 31 agosto il via concreto alle operazioni di rimozione ed entro il 30 ottobre la conclusione. I SETTORICiò vale per i settori per i quali le analisi hanno evidenziato un indice di degrado maggiore. Si tratta del magazzino di ricevimento e spedizione (2.100 mq.), torneria (2.250 mq.), fonderia (2.600 mq.) e fabbricato per l'assemblaggio e il confezionamento (2.000 mq.). Per gli spazi dove è stato riscontrato un indice di grado inferiore tutto rimandato al 2023: 7 luglio per l'incarico all'impresa affidataria, 21 luglio per la messa a punto della relazione tecnica, 31 agosto per avviare le operazioni e 31 dicembre per concluderle. L'anno prossimo si interverrà dunque sui punti meno pericolosi: fabbricato esterno alla fonderia (50 mq.), fabbricato per lo stampaggio (45 mq.), pensilina esterna della torneria (150 mq.) e cabina metano (55 mq.).La soluzione del problema amianto nello storico stabilimento di rubinetterie non è stato contraddistinto da un cammino in discesa. Comune e curatela fallimentare non sempre sono stati in sintonia tanto che l'amministrazione affidò di propria iniziativa i campionamenti a un laboratorio. La curatela, pur con il dubbio che le valutazioni sull'effettivo stato delle coperture fossero connotate da elevata soggettività, si convinceva che le analisi svolte in contraddittorio non possono che ritenersi attendibili. E la dichiarazione non lascia spazio a interpretazioni: «Nello spirito collaborativo che ha sempre contraddistinto l'operato del Fallimento- dichiara in una nota il curatore- è nostra intenzione procedere con la rimozione di circa 8.500 mq. di lastre di copertura in cemento amianto». --gianluca stroppa