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m. grazia piccalugaE' da poco rientrata dal Metropolitan Museum di New York dove ha attirato l'attenzione degli studiosi di arte e archeologia: una coppa in vetro soffiato verde acqua, decorata con girali d'acanto, tralci di vite e, soprattutto, perfettamente conservata. Unico esemplare giunto integro fino a noi dal I secolo a.C "firmato" da Aristeas, celebre artigiano mediorientale al quale i romani facoltosi commissionavano oggetti per il loro corredo funerario.Una raccolta di oltre 260 pezziLa coppa, trovata nelle campagne di Albonese, in Lomellina, a fine '800 e acquisita dal collezionista di Scaldasole Antonio Strada nei primi decenni del '900, è da ieri esposta al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano, insieme a una selezione di quarantacinque oggetti archeologici tutti appartenenti alla stessa collezione. Un assaggio del fondo più corposo (oltre 260 oggetti) acquisito dal Ministero della Cultura attraverso gli eredi, con la procedura di esproprio per pubblica utilità, e infine consegnato al Museo di Vigevano. Ieri pomeriggio l'inaugurazione della mostra La collezione Strada. Un'anteprima. allestita nella sala II della terza scuderia del castello Sforzesco fino al 30 settembre. Esposizione a cura di Emanuela Daffra, Rosanina Invernizzi, Elisa Grassi, Stefania Bossi, Angelo Rossi.«La coppa di Aristeas è un pezzo di pregio e il fatto che sia così ben conservata ci fa supporre che abbia fatto parte di un corredo funerario, forse appartenuto a un notabile romano di stanza in Lomellina - commenta Rosanina Invernizzi, che per quasi trent'anni ha corteggiato la collezione Strada, dapprima da alle dipendenze della Soprintendenza e poi, dal 2017, alla direzione regionale dei Musei lombardi di cui oggi è consulente- . Non conosciamo la circostanza del suo rinvenimento ma a fine '800 dai campi della Lomellina sono affiorati molti reperti, a riprova dell'esistenza di vivaci scambi commerciali nell'area durante la prima età imperiale». Altre rarità, presenti in mostra, anche una pisside in vetro blu e un'anforetta porpora con decorazione piumata in bianco. Per la maggior parte vasellame in vetro che Antonio Strada (1904-1964) raccoglieva con passione e competenza. Conservata nel castello di famiglia a Scaldasole, la collezione era nota agli studiosi già a partire dagli anni '60 del Novecento. Arricchita nel tempo con acquisizioni da altre collezioni private, come la Steffanini, composta di oggetti rinvenuti a Mortara e dintorni, e la collezione Volpi-Nigra di Lomello, costituita principalmente da reperti della necropoli delle Brelle. Non mancano pezzi provenienti da Etruria e Magna Grecia, probabili acquisti di viaggio o frutto di doni e scambi, e oggetti falsi o dubbi, come spesso si riscontra nelle collezioni.«La maggior però proviene dalla Lomellina - prosegue Invernizzi - In autunno verranno esposti anche quelli che ora sono in restauro. Questo consentirà di arricchire la sezione romana già presente in museo. E di restituire al territorio una ricchezza che ha custodito per secoli». La mostra si può visitare dal martedì al sabato, dalle 9 alle 14. Ingresso gratuito. --