Saluto fascista, il pm chiede l'assoluzione «Quel gesto solo una rievocazione storica»

il casoMaria Fiore / paviaIl saluto romano non è reato se il gesto ha scopi solo celebrativi e non di incitamento alla violenza e alla discriminazione. Questa l'interpretazione del pubblico ministero che ieri mattina ha chiesto l'assoluzione per 11 militanti dell'associazione di estrema destra "Recordari", a processo per aver fatto il saluto romano alla commemorazione del missino Emanuele Zilli, il 5 novembre del 2016 (la stessa occasione che ha portato a giudizio anche cinque antifascisti, in relazione al presidio in Strada Nuova per protestare contro la manifestazione). Una tesi contestata dall'Anpi, che nel processo è parte civile con l'avvocato Marco Sommariva: mentre era in corso l'udienza davanti al giudice Vincenzo Giordano, il circolo dell'associazione partigiani Onorina Pesce Brambilla e la Rete antifascista hanno manifestato con un presidio davanti al tribunale. Anpi ha chiesto la condanna degli imputati e il risarcimento dei danni, nella misura simbolica di 5mila euro. La sentenza è attesa per il 27 settembre.la contestazioneIl processo, partito nel 2020 ma rallentato da numerosi rinvii, nasce da una opposizione al decreto penale di condanna degli imputati. I militanti di estrema destra sono accusati della violazione della legge Scelba del 1952 «che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista» (sono imputati Alessandro Beretta, Luca Scuro, Matteo Ardolino, Vittorio Maccarone, Danny Brassini, Alessandro Graia, Alessandro Magnoni, Jacopo Torta, Nicolò Mussi, Emilio Dalle Mule e Andrea Cervellin). Secondo la contestazione, gli imputati avevano fatto per tre volte il saluto romano, distendendo il braccio verso l'alto, mentre veniva pronunciato il nome di Zilli, militante di estrema destra morto in via Scapolla a Pavia 49 anni fa.Nella sua requisitoria il pubblico ministero ha fatto riferimento a due precedenti sentenze del tribunale di Pavia, che hanno assolto, dalla stessa accusa, militanti di estrema destra che avevano fatto il saluto romano alle manifestazioni del 2008 e del 2009, perché ritenuto un gesto di semplice commemorazione. Il pm, nella richiesta di assoluzione, ha sottolineato anche un altro aspetto: via Scapolla al momento del saluto romano era chiusa al traffico e alle persone, e quindi al gesto non aveva assistito nessuno.la posizione di Anpi«In realtà le immagini sono finite su Youtube, a disposizione quindi di una platea vasta», spiega Luca Casarotti, presidente di Anpi. Il video, ancora disponibile in rete, mostra il saluto romano fatto tre volte mentre un militante chiama il "Presente!" al nome del «camerata Zilli», aggiungendo: «Adesso facciamo sentire a Pavia come commemoriamo i nostri morti nonostante l'opposizione di uomini senza fede». Anpi non condivide neppure l'orientamento della giurisprudenza rispetto al carattere celebrativo di alcune manifestazioni: «Una valutazione che lascia perplessi perché il reato previsto dalla legge Scelba era stato introdotto proprio per punire le commemorazioni». --