Mogol e "Il nostro canto libero" domani sul palco del Castello

m. grazia piccalugaMogol racconta Battisti. Domani sera, alle 21, Giulio Rapetti, in arte Mogol, sarà ospite del festival del Carmine. Appuntamento non sul sagrato della chiesa - come per tutti gli altri eventi della rassegna - ma sul palco nel cortile del Castello Visconteo di Pavia. A ripercorrere i grandi successi di una delle più talentuose coppie della musica italiana sarà la band Il nostro canto libero, formata da Franco Malgioglio, Walter Calloni, Pino Bifano, Francesco Patella e Onofrio Laviola.In un videomessaggio, registrato da casa in attesa di venire a Pavia, il paroliere (attualmente presidente della Siae) preannuncia che l'incontro di domani sarà l'occasione per ripercorrere alcune delle canzoni da lui scritte per Lucio Battisti. Aneddoti e storie che portano a rivivere le parole e le atmosfere musicali a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Da 29 settembre, brano di esordio del loro sodalizio nel 1967, a Un'avventura che Battisti porta a Sanremo due anni dopo. E poi Acqua azzurra, acqua chiara, Fiori rosa fiori di pesco, il tempo di morire. Nel 1970 l'album che segna una pietra miliare nella loro collaborazione: Emozioni. E ancora successi - Il mio canto libero, Ancora tu, Una giornata uggiosa...- fino al 1980 quando per «una questione di principio e non di soldi» tiene sempre a rimarcare Mogol, l'equilibrio si è rotto. Sarà lui domani sera a svelare altri dettagli della loro avventura artistica. «Il paroliere è come un sarto»«Un sodalizio forse unico nel mondo della musica italiana - riflette Silvio Negroni, cantautore pavese e frontman dei Fiö dla Nebia che sarà invece sul palco del festival del Carmine l'8 luglio - Mogol è indiscutibilmente un grandissimo artista. Comporre testi per Battisti non è stato semplice, adattare le parole alla sua musica nemmeno. Non a caso troviamo nelle canzoni tante parole tronche, frasi brevi. E' comunque sempre la musica a fare da guida. Ricordo che anni fa era abitudine fare ascoltare ai discografici brani musicali con parole a caso o in un inglese maccheronico. Ciò che contava era la musica. Poi il testo diventa il valore aggiunto se è nelle mani di un bravo paroliere che sa adattare il testo alle note, con fa un sarto con un abito. Sarà interessante domani sera conoscere la genesi di alcuni brani». Di Battisti Negroni ha un ricordo: «Da giovane bazzicavo nelle case discografiche - racconta il cantautore pavese - Ricordo che un giorno c'era un grande via vai di personaggi con abbigliamento strano, vistoso. Indubbiamente cantanti che si atteggiavano. Poi ho notato distrattamente un uomo con un maglioncino scuro attraversare il corridoio. Non ci ho fatto caso, pensando fosse un impiegato. Fino a quando mi sono accorto che era Mogol. All'epoca già molto famoso. Era così, un grande artista che amava defilarsi». Sono ancora disponibili biglietti disponibili per il concerto-evento con Mogol e Il nostro canto libero. Prevendite: a Tessilmoda, pizzeria Arcobaleno, bar Corsi, ristorante Piedigrotta, bar Crystal, pasticceria Vigoni e bar gelateria La Perla. --