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Il Regno Unito è pronto a formare migliaia di soldati ucraini e Boris Johnson, oggi di nuovo a Kiev, ha mostrato ancora una volta al presidente Zelensky l'altra faccia dell'Alleanza atlantica, affermando di comprendere che il leader in guerra non voglia scendere a patti con Putin. Nella giornata storica in cui Bruxelles ha aperto alla candidatura dell'Ucraina per l'ingresso in Europa grazie alla svolta segnata proprio ieri nel vertice col trio Draghi-Scholz-Marcon, il premier britannico ha usato come sempre ben altri toni. «Vi sosterremo finché non prevarrete», il messaggio cruciale al popolo aggredito dai russi. Parole che hanno riempito, nella prospettiva ucraina, quel vuoto lasciato ieri dai tre leader della vecchia Europa, da alcuni contestati - in Germania lo ha fatto la Cdu di Merz - per non aver affrontato in «modo concreto» il nodo delle armi pesanti. --