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Castelnuovo ScriviaSi acuisce la crisi della Menci, ex Acerbi, di Castelnuovo Scrivia. Ancora non è stato trovato un capannone idoneo in cui spostare la produzione, per consentire quei risparmi di spesa che consentirebbero ai proprietari di non chiudere lo stabilimento. E ora per i 43 dipendenti rimasti dopo alcune recenti uscite il rischio che l'azienda chiuda, una volta esaurite le commesse è forte. Si è svolto uno sciopero-assemblea, in cui sono state illustrate le situazioni delle trattative e le possibili soluzioni. Il riferimento è a quanto accaduto prima, nell'incontro svolto mercoledì 8 giugno, presso la sede aziendale della società Menci a Castelnuovo Scrivia, con le organizzazioni sindacali Fiom Cgil e Uilm Uil, la Rsudello stabilimento e i responsabili dell'azienda stessa.In tale riunione, i rappresentanti della proprietà aziendale, dichiarando di non aver trovato soluzioni alternative per una nuova eventuale collocazione dello stabilimento, hanno confermato quanto già affermato nella riunione del 29 marzo scorso, ovvero l'intento di chiudere il sito produttivo di Castelnuovo Scrivia. La Menci Spa ha acquistato l'azienda Acerbi acquisendone anche il marchio nel 2019: «Ora questa azienda rischia di diventare l'ennesimo caso di dismissione e delocalizzazione del lavoro, una pratica sempre più ricorrente e che crea inevitabilmente drammatici contraccolpi occupazionali», commentano i rappresentanti sindacali.Nell'assemblez i sindacalisti e i lavoratori hanno individuato e condiviso un eventuale percorso di rivendicazioni in difesa del proprio posto di lavoro, da attuarsi in base all'esito del confronto con le parti datoriali che si terrà nella riunione prevista per il 21 giugno . L'attenzione quindi è rivolta a un incontro che si annuncia in qualche modo risolutivo, anche se le sensazioni per la storica azienda di Castlenuovo Scrivia sono piuttosto negative. --Stefano Brocchetti