Una passerella di moda nel cortile dell'Ipsia

PAVIAPer una mattina il cortile dell'Ipsia Cremona di piazza Marconi si è trasformato in una passerella d'alta classe. Le studentesse dell'indirizzo moda della scuola superiore hanno esibito i modelli creati durante l'anno sfilando in una sorta di passerella con tanto di tappeto rosso davanti ai loro compagni, le insegnanti, la dirigente scolastica Silvana Fossati, i vertici del Comando provinciale dei Carabinieri, il sindaco Fabrizio Fracassi, l'assessore all'istruzione Alessandro Cantoni e l'onorevole Alessandro Cattaneo. Non parliamo di piazza di Spagna o della settimana della moda di Milano, ma l'emozione è stata tanta e per le ragazze la mattinata rimarrà tra i ricordi più belli. Una di loro, al termine della sfilata si è lasciata scappare pure qualche lacrima. D'altronde l'evento di fine anno scolastico all'Ipsia è una tradizione che solo il Covid negli ultimi due anni aveva annullato. Tornare quindi a sfilare sui tacchi come vere top models su un tappeto rosso e soprattutto indossando le proprie creazioni, è una sensazione che non ha prezzo. Molte delle ragazze hanno già scelto cosa fare nella vita, altre sono ancora all'inizio del loro percorso di studi. A frequentare l'indirizzo moda, infatti, sono in una ottantina e le collezioni presentate ieri sono state create dalle ragazze delle classi prime, quarte e quinte. Trenta, invece, quelle che hanno sfilato cambiandosi spesso di abito con un ritmo abbastanza frenetico senza perdere mai il sorriso, soprattutto davanti agli spettatori. Seduta in prima fila, anche Andreea Urda, studentessa dell'Ipsia fresca vincitrice di un concorso indetto dalla trasmissione di Rai2 "Detto Fatto" che le consentirà nei prossimi mesi, grazie ad una borsa di studio, di frequentare l'Accademia della Moda di Milano. Molto emozionata nel vedere sfilare alcune delle proprie creazioni, si lascia andare ad uno spunto interessante: «Sono molto felice non solo per la sfilata, ma anche per il fatto che le mie colleghe provando i vestiti hanno toccato con mano quanto lavoro ci può essere dietro ad una creazione». --Alessio Molteni