In tribunale accusato di tentata estorsione un 23enne viene assolto
vogheraAssolto con formula piena perché il fatto non sussiste un 23enne di Voghera. Era finito alla sbarra per una tentata estorsione ai danni di un 67enne che era poi morto nel dicembre 2017.Il 67enne prima di morire suicida però aveva presentato un memoriale in procura a Pavia accusando dei tentativi estorsivi il giovane vogherese, allora appena 18enne. In tutto secondo le accuse formalizzate dalla procura di Pavia (pm Alberto Palermo) il ragazzo tra il 29 novembre e il 10 dicembre 2017 avrebbe chiesto con insistenza, al punto da profilare la tentata estorsione, 30mila euro al 67enne. Soldi che sarebbero serviti al giovane per avviare un bar a Voghera. Denaro comunque mai versato, anche perché poi il 67enne si era tolto la vita. Durante il processo sono stati sentiti diversi testimoni, non c'era una parte offesa in rappresentanza del 67enne deceduto. Nel dibattimento è stato escluso anche che ci fossero ricatti dietro le presunte richieste di denaro da parte del giovane ieri assolto. A difendere il 23enne vogherese invece è stato l'avvocato Maurizio Chiesa. Ieri mattina c'è stata la sentenza d'assoluzione (le motivazioni in 60 giorni) pronunciata dal collegio presieduto dalla giudice Elena Stoppini, gli altri due giudici erano Carlo Pasta e Raffaella Filoni. Il pm Alberto Palermo ha chiesto due anni di condanna. «I giudici però hanno assolto l'imputato con la formula più ampia possibile - spiega l'avvocato Maurizio Chiesa -. È dimostrato che non c'era stato un tentativo di estorsione, insomma nessun ricatto o sfruttamento di un rapporto d'amicizia al fine di ottenere una somma di denaro». --S.Bar.