Da Kiev strategia poco chiara

L'intelligence ucraina passa agli americani informazioni con il contagocce sulla situazione sul terreno, specificatamente nel Donbass, complicando così il lavoro dell'Amministrazione Biden che si trova dinanzi a quelle che funzionari dell'intelligence statunitense hanno definito «blind spot», zone cieche. A Washington insomma manca una visione d'insieme che consenta di valutare nel miglior modo possibile sia l'andamento del conflitto sia come recapitare sul posto gli armamenti che Zelensky continua incessantemente a chiedere. Nonostante questa mancanza di completezza, Biden ha proseguito nella strategia di armare gli ucraini anche se l'efficacia è messa in discussione. Ci sono intere unità dell'esercito di Kiev incapaci di utilizzare, ad esempio, i cannoni M777; altri pezzi di artiglieria - fondamentali nel conflitto quasi di trincea che si sta avvitando nel Donbass - arrivano ben prima che gli ucraini siano addestrati. Quel che preoccupa ora negli ambienti diplomatici e soprattutto della Difesa è trovarsi dinanzi a sgradite sorprese sull'esito della guerra dopo aver - soprattutto in aprile - sposato la linea che «l'Ucraina può vincere la guerra». Al giorno 105 di conflitto, lo scenario è più complicato. Tanto che lo stesso Zelensky ha confermato che prima del conflitto Mosca controllava il 7% del territorio ucraino, ora il 20%. -- ALB. SIM.© RIPRODUZIONE RISERVATA