Lidia uccisa, il fidanzato non vuole rispondere Il 1° luglio la sentenza

PAVIAÈ rimasto in silenzio, rinunciando a rispondere alle domande del pubblico ministero e dei giudici. Alessio Nigro, il giovane di 28 anni accusato dell'omicidio della sua fidanzata, Lidia Peschechera, strangolata nella sua abitazione in via Depretis al Ticinello nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2021, ha deciso di non sottoporsi all'esame nell'udienza del processo che si è svolta ieri mattina, davanti alla Corte di Assise presieduta dalla giudice Elena Stoppini. La penultima udienza: il primo luglio è prevista la requisitoria del pubblico ministero Diletta Balduzzi e la sentenza. Fuori dal tribunale, come ogni volta, c'era il presidio delle amiche di Lidia, che finora non hanno perso una sola udienza. Ieri mattina in aula è toccato ai testimoni della difesa scelti dall'avvocato di Nigro, Giovanni Caly. Sono stati sentiti gli amici di Nigro, giovani che sono cresciuti con l'imputato e che con lui hanno condiviso momenti di svago ma anche di difficoltà. Come accaduto negli ultimi anni, quando Nigro aveva cominciato a entrare e uscire da diverse comunità (da cui poi si allontanava) per risolvere il suo problema di dipendenza da alcol. «Abbiamo fatto il possibile per aiutarlo - hanno raccontato gli amici -, ma è stato tutto inutile. L'ultima volta che lo abbiamo visto, tra settembre e ottobre del 2020, faceva la vita da barbone. Aveva trovato una sistemazione in un palazzo abbandonato a Rogoredo». Un amico ha raccontato che un giorno sono andati a trovarlo: «L'abbiamo trovato sdraiato per terra, in coma etilico. Abbiamo parlato con lui, siamo anche andati a recuperare le sue cose nel palazzo. L'obiettivo era farlo entrare in una comunità». --M. Fio.