Treni, denuncia sui controlli-fantasma

Vigevano«Pochi controlli sui treni, il pendolare può essere tentato dal non pagare l'abbonamento, rischiando solo qualche multa»: la provocazione, che in realtà è una denuncia, arriva da Emanuele Corsico Piccolini, consigliere comunale del Partito Democratico nonché pendolare. L'obiettivo è qiello di chiedere un cambio di passo nella gestione della tratta ferroviaria , già conosciuta per i ritardi e le cancellazioni delle corse. In questo caso, però, l'oggetto del contendere è la quantità dei controlli.Il racconto«In cinque mesi - spiega Corsico Piccolini - al ritmo di 10 treni presi alla settimana, ho compiuto circa 200 viaggi, ovvero l'equivalente di 20 settimane. Da inizio anno ho incontrato, e le ho proprio contate, quattro volte il controllore, una delle quali si è limitato a "lei hai il biglietto? Bene grazie". Avrei potuto beatamente non averlo. Si tratta del 2% dei viaggi. Nel 2021, tanto per fare un paragone, ho contato meno di 10 controlli in un anno, ma lì si sa, c'era il Covid». Non è la prima volta che Corsico Piccolini lamenta l'assenza di controlli sulla Mortara Milano. Già a gennaio, infatti, aveva dichiarato di aver visto il controllore una manciata di volte. «Magari i controlli si concentrano su altre fasce orarie - diceva Corsico Piccolini - ma io, che prendo bene o male sempre le stesse corse non ne ho visti. Cosa che non ho notato su altre corse milanesi: mi capita di spostarmi tra le diverse sedi universitarie, e lì sì che mi hanno controllato il biglietto». L'abbonamento mensile della Vigevano Milano costa 66 euro, mentre l'annuale 792. «Il costo di una multa perché si è senza biglietto - prosegue il consigliere - è pari a 32 euro e 50, più il costo del biglietto. In totale si pagherebbero 36 euro e 20. Ammettiamo che i controlli aumentino e che entro fine anno arrivino a 15, se anche tutte le volte non avessimo il biglietto in un anno pagheremmo 543 euro di multa. 792 di abbonamento annuale meno 543 di multe mi porterebbe comunque ad avere un risparmio annuo di 249 euro, il che significa che avremmo ancora circa 7 controlli del biglietto "bonus" e ancora avremmo risparmiato dei soldi. È una vera e propria assurdità». Per il consigliere, che è anche docente di economia aziendale all'Università Bicocca di Milano, «è necessario cambiare le scelte manageriali adeguandole a criteri di gestione che non permettano assurdità come quella che ho raccontato. Sui treni ci devono essere i controlli, per tutti i passeggeri. Si tratta di semplice controllo di gestione, quello che insegno ai miei ragazzi in università e che pratico tutti i giorni nella mia azienda. Pagare il biglietto è un dovere etico e civile, fare scelte che rispettino i contribuenti e i cittadini altrettanto. Stiamo parlando di rispetto delle regole ma anche di sicurezza: va ancora indossata la mascherina, per esempio. Se nessuno controlla, che senso hanno queste restrizioni?». A tutto questo si aggiunge il fatto che, in quasi tutte le stazioni della tratta, la biglietteria è aperta poche ore al giorno e l'unica risorsa in materia di sicurezza è proprio il controllore e, con lui, il capotreno. --Selvaggia Bovani