Senza Titolo

il personaggioStefano Semeraro /romaVorrebbe, ma (ancora) non può. Si sente pronto per entrare nel superattico del tennis, Jannik Sinner, ma gli manca ancora qualcosa. Dettagli, aggiustamenti, qualche muscolo in più, insomma l'ultimo salto di qualità. Ieri a dire il vero nei quarti contro il n. 5 Atp Stefanos Tsitispas (7-6, 6-2) al Foro Italico gli è mancata anche la fortuna: dopo un primo set giocato alla pari, rimontando da 0-3 e manovrando la smorzata - il colpo «apriscatole» sulla terra battuta - in maniera tatticamente perfetta, è stato bloccato da un infortunio. «Nel recupero sull'ultimo punto del tie-break ho sentito che l'anca sinistra si girava. Il fisioterapista ha provato a fare qualcosa, ma nel secondo set fisicamente non ero al 100 per cento». Tsitsipas lo ha "breccato" nel terzo game, poi nel settimo; l'unico giallo è arrivato sul matchpoint, dopo due ore e 24 minuti, quando uno spettatore si è sentito male ed è stato (macchinosamente) soccorso in tribuna interrompendo per dieci minuti il match. «Jannik era determinato, il suo piano di gioco funzionava - riconosce il greco -. Non è stato facile affrontarlo, questa è stata la mia miglior partita a Roma». Decisa, come riconosce anche Jannik, dal servizio di Stefanos (10 ace e un miglior rendimento in risposta, specie nei momenti clou), che viaggia a un livello decisamente superiore. «Stefanos ha giocato meglio un solo punto del tie-break, sul 5 pari, quando non ho spinto con la seconda e lui è andato al set-point. Fra Monte-Carlo contro Zverev e qui però ho dimostrato di giocarmela alla pari con i migliori, speriamo di iniziare a vincerne qualche volta. Una parte del gap è fisico, poi devo crescere tecnicamente, ma credo che i miglioramenti siano evidenti. Parigi? Vediamo l'anca. A me comunque giocare al meglio dei cinque set piace molto». La 150ª partita da professionista, che il suo ex coach Riccardo Piatti aveva stabilito come fine del «rodaggio», Jannik Sinner l'ha giocata qui contro Fabio Fognini al primo turno. Vale un posto fra i top 10 (è stato nono) ma non ha mai battuto uno dei primi 5 del mondo. L'attico con vista sugli Slam è lì, a pochi gradini. Ma sono i più difficili da salire. --© RIPRODUZIONE RISERVATA