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L'intervistaCannavaro, Cannavaro. No, non siamo a Dortmund negli ultimi minuti di Germania-Italia al Mondiale 2006, ma in un'ipotetica volata. Con Fabio Cannavaro che sprinta. Il 48enne Pallone d'Oro, principe delle difese, è diventato un gran pedalatore. E oggi "corre" in casa a Napoli.«Il circuito del Monte di Procida è impegnativo, sarà un su e giù spettacolare. L'ho fatto diverse volte quel circuito. E poi a Napoli è sempre uno spettacolo».È diventato un gran pedalatore: colpa di chi?«Ivan Basso, un amico. Più di un anno fa, quando ancora allenavo in Cina, mi ha spedito una bici Trek. Ho cominciato a pedalare a Guanghzou:10 km in auto fuori dalla città in auto e poi via a pedalare in libertà. Là usano la bici per spostarsi, non ancora per agonismo».Basso è il re dello Zoncolan...E lei in salita come va?«Fermo là. Peso più di 80 kg, sono più un passista veloce. Poi se c'è la salita la faccio, ogni tanto scalo il Vesuvio. Misuratore di potenza, watt costanti, prendo il mio ritmo e soffro».La bici per lei è?«Libertà, tranquillità. Correre a piedi non mi fa bene, colpa delle cartilagini delle ginocchia. Così pedalo anche per 3-4 ore e così poi posso mangiare quel che voglio perché non ingrasso».Per chi tifava?«Beh, Pantani era il Maradona del ciclismo, non ci sono dubbi».E tra i campioni del Mondo del 2006 chi vede bene in sella?«Perrotta e Grosso pedalano. Gli altri? Attenzione per andare in bici bisogna aver voglia di soffrire (ride ndr)».I suoi figli usano la bici?«Sì tutti. Anche se quando mi vedono partire con la mia tutina sorridono. Attenzione però, le strade qui non sono sicure. All'estero ho visto molta più attenzione per il ciclista con piste ciclabili, percorsi dedicati e maggiore disciplina sulle strade. In Spagna o nel Nord Europa i cartelli che invitano ciclisti e automobilisti a rispettarsi e rispettare la distanza di 1,5 metri ci sono da anni, qui no. Dobbiamo fare un passo in avanti in questa direzione. Il ciclismo è lo sport del futuro, ogni giorno c'è sempre più gente che utilizza la bici».Intanto oggi col Giro d'Italia va in onda uno sport per la sua città.«Non solo per Napoli. Che bellezza la corsa in questi giorni in Sicilia, Calabria e Basilicata. Tutta l'Italia è meravigliosa e grazie al Giro mostra il meglio di sé». --a.s.© RIPRODUZIONE RISERVATA