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Massimo righiI dati dei furti in casa sono sempre allarmanti, anche se in evidente calo rispetto alla fase peggiore. Guardando alle rapine, invece, l'ultima analisi statistica diffusa dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale dimostra che l'incidenza di quelle in abitazione è in leggero aumento sul totale del tipo di reato in rapporto all'anno precedente, sia pur a sua volta in discesa a livello di numeri assoluti. Più in generale, la verità è che nel recente passato le cifre risentono del periodo in cui i lockdown hanno costretto tutti a stare rintanati in casa e del fatto che gli obiettivi dei malintenzionati si sono ridotti in buona parte delle giornate anche per la presenza di chi lavora in smart working. Ma, nonostante un quadro notevolmente migliorato, le denunce di furto raccontano di un'Italia in cui avviene ancora un'incursione dei ladri tra le mura domestiche ogni cinque minuti.Le paure e le contromisureSecondo il Rapporto Censis del 2021 sulla filiera della sicurezza nel nostro Paese, quasi 9 milioni di italiani (il 17,4% dei maggiorenni) hanno paura a stare da soli in casa di notte: due terzi (6 milioni) sono donne. I giovani hanno più timori degli anziani: in questa categoria la percentuale è del 28,7%. Spiega, il Censis, che il bisogno di sentirsi tranquilli in casa propria e "la consapevolezza che la sicurezza pubblica non può arrivare dappertutto", hanno spinto quasi il 91% ad adottare almeno un sistema di difesa dell'abitazione e in molti casi ad abbinare molteplici soluzioni: su tutto prevalgono le porte blindate (ce l'hanno in due su tre, il 65,7%); il 37% utilizza un sistema di allarme, il 32,8% ha scelto le inferriate, il 30,3% si è affidato a una videocamera e il 19,6% possiede una cassaforte. Il 23,1% degli italiani, infine, dichiara di tenere un cane da guardia.Gli incentiviA far aumentare il numero di impianti antifurto, vetri antisfondamento, serrature rinforzate e cancelli vari sono stati anche gli sconti fiscali del cosiddetto "bonus sicurezza", che negli ultimi dieci anni è diventato parte integrante dell'incentivo al 50% per il recupero del patrimonio edilizio, pur non richiedendo espressamente di fare ricorso a lavori di muratura per poterne usufruire. L'ultima Legge di bilancio ha prorogato le regole precedenti: vale a dire che, fino al 31 dicembre 2024, chi adotta "misure finalizzate al compimento di atti illeciti da parte di terzi", può farlo risparmiando metà importo. Con un'avvertenza: dal 2020 sono possibili sconto in fattura o cessione del credito fiscale, ma il quadro - in attesa che i correttivi per rimettere in moto il meccanismo facciano il loro corso - resta complesso ed è consigliabile valutare l'opportunità con attenzione. Anche questa, in fondo, è sicurezza. --© RIPRODUZIONE RISERVATA