Iter meno complicato per le associazioni
paviaIl problema che stanno affrontando le famiglie pavesi non tocca le associazioni che offrono l'accoglienza Le famiglie spesso aiutano gli ucraini favorendo dei ricongiungimenti con connazionali che già lavoravano in Italia. Mentre le associazioni e gli enti del terzo settore sono attive maggiormente nel dare ospitalità a chi fugge senza aver alcun appoggio in Italia. Su tutte la Croce Rossa che ha un centro d'accoglienza a Valle Lomellina, il primo ad ospitare in maniera massiva i rifugiati ucraini. «Svolgiamo un ruolo di ospitalità di passaggio, le pratiche burocratiche dei singoli ospiti quindi non rientrano nelle nostre attività - spiega il referente del centro rifugiati della Cri, Gianluca Vicini -. Attualmente nel centro ci sono ospitate 2 persone, ne sono appena andate via diverse. Negli oltre due mesi d'emergenza abbiamo già ospitato in tutto 132 ucraini, per lo più donne e bambini, in fuga». In generale comunque chi ospita dei rifugiati ucraini come prima cosa deve segnalare la presenza al Comune di residenza. A sua volta poi il municipio trasmette i dati alla prefettura che tiene le somme dell'accoglienza in provincia di Pavia, ma anche nelle altre province italiane. Secondo le stime delle organizzazioni internazionali sono fuggite da inizio guerra oltre 5 milioni di persone dall'Ucraina, circa 100mila sono arrivate in Italia. --S.Bar.