Code e costi alti per tradurre i documenti l'odissea burocratica dei profughi ucraini
Sandro Barberis / vogheraLa solidarietà dei pavesi che hanno ospitato migliaia di profughi ucraini si scontra con la burocrazia che crea difficoltà quasi incomprensibili a chi sta fuggendo dalla guerra. Esemplare un caso segnalato da Voghera: per dimostrare di essere un'unica famiglia, cinque rifugiati hanno dovuto affrontare lunghe attese e spendere soldi di tasca propria per farsi tradurre i documenti da un esperto autorizzato dal tribunale. Senza questo passaggio, impossibile registrarsi alle autorità come rifugiati.la storia«Stiamo ospitando insieme a dei vicini cinque persone, donne e bambini, fuggiti da Zaporizhzhia nel cuore della guerra e che ci hanno impiegato 18 giorni per arrivare a Voghera tra treni e camminate - spiega la vogherese Sabrina Coronella - . Per regolarizzare la posizione dei minori va dimostrato che sono figli della donna che li accompagna che tra l'altro è single. La madre ha portato con sé fuggendo i certificati di nascita, ma anche dei documenti sul cellulare. Tutti in cirillico. Però i cognomi non combaciano: la madre ha un cognome patronimico, come tutte le donne in ucraina. I figli portano il suo cognome, ma l'ultima lettera è diversa. Per dimostrare che sono figli suoi serve una traduzione validata dal tribunale dei minori, che costa 100 euro. Un problema». Per i documenti di riconoscimento Sabrina Coronella si sta interfacciando con il commissariato di Voghera. «I poliziotti sono gentilissimi e disponibili, il problema sono le regole assurde imposte dall'alto dal nostro governo - aggiunge Coronella -. Ogni giorno escono direttive nuove, che mettono in difficoltà le famiglie fuggite dalla guerra. Ma anche noi che ospitiamo: la scelta di aiutare le famiglie l'abbiamo voluta fortemente, però servirebbe maggiore supporto dal governo».Casi che riguardano altre decine di famiglie a Pavia e provincia che ospitano ucraini, soprattutto donne e bambini, in fuga dalla guerra. Ma l'italica "complicazione-cose-semplici" è dietro l'angolo anche in questo caso. Come? Per regolarizzare i documenti in cirillico dei profughi servono delle traduzioni asseverate approvate dal tribunale di Pavia. Un passaggio necessario per partecipare alla vita pubblica come l'accesso alle cure mediche. Ma anche per ottenere i contributi economici da 200 euro al mese previsti dal Governo. Il procedimento per ottenere documenti validi per i rifugiati ucraini in effetti prevede che i documenti in cirillico vengano tradotti e validati dal tribunale. Salvo che i rifugiati non dispongano già di un passaporto.la spiegazione in tribunale«Chiami la consulente autorizzata dal tribunale, ci penserà a tutto lei» la risposta dal tribunale. L'ufficio da cui passare è quello della volontaria giurisdizione. Ma di fatto, però, dall'ufficio spiegano che ad occuparsi di tutto sono i traduttori. Nell'albo consulenti del tribunale c'è solo una professionista, con studio a Pavia, riconosciuta. Basta però fare un giro nell'infinito mondo di internet per trovare una buona dozzina di studi sparsi in tutta Italia che offrono (a pagamento) traduzioni asseverate dall'ucraino all'italiano. --