Palazzine di via Marangoni FdI: «Al massimo tre piani»
Fabrizio Merli / pavia«Abbiamo chiesto a chi costruirà in via Marangoni di limitare l'altezza delle tre palazzine e abbiamo ottenuto una risposta positiva». A dirlo è la capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, Paola Chiesa, dopo un incontro da lei chiesto sul progetto urbanistico contestato da alcuni residenti. All'incontro con i rappresentanti di Sitab, la società che intende costruire, erano presenti anche il sindaco, Fabrizio Fracassi, l'assessore all'Urbanistica, Massimiliano Koch e il dirigente Giovanni Biolzi. Presenti anche i consiglieri di maggioranza Travaini, Decembrino, Demaria e Gallo. «La proprietà - dice la consigliera Chiesa - si è dimostrata molto attenta alle richieste pervenute. Ha confermato che via Moruzzi non sarà riaperta al traffico, che il problema elettrodotto non esiste perché sono già in possesso di un parere tecnico favorevole di Terna, che saranno piantati oltre 1.600 alberi di pregio per un costo di 290mila euro. Ho chiesto poi se potevano venire incontro alla mia proposta di abbassare i piani e ho avuto risposta affermativa. Non più 4, 4 e 2 piani, ma 3, 3 e 3».L'annuncio, però, viene accolto con un certo scetticismo dal comitato "TuteliAmo Pavia Ovest», che a metà aprile aveva raccolto mille firme per chiedere al sindaco la convocazione di un incontro pubblico nel quale discutere del progetto.«Al momento - spiega un portavoce del comitato - non abbiamo avuto risposte dal sindaco. La proposta che si sta profilando a seguito di tale incontro non ci convince in quanto sostanzialmente le deroghe richieste dal costruttore (incremento capacità edificatoria per edilizia libera superiore al 100% e mancato spostamento dell'elettrodotto) verrebbero totalmente accettate dal Comune di Pavia per espliciti e dichiarati interessi economici del costruttore. La ridistribuzione proposta del numero massimo dei piani delle palazzine, infatti, non modificherebbe la capacità edificatoria dell'intervento e la ripiantumazione di alberi in sostituzione di un'area che è già attualmente verde non trova molto senso. A tal punto, non si capiscono le motivazioni per le quali il Comune debba accettare le proposte che il costruttore sembra esigere affinché tale intervento edilizio venga avviato. Ringraziamo l'interesse di alcuni consiglieri che però evidentemente non hanno compreso le reali richieste della cittadinanza e non si capisce come si possa ritenere "equa" tale proposta». --© RIPRODUZIONE RISERVATA