Epatite pediatrica sconosciuta il S. Matteo coordina le ricerche

PAVIANessun caso di epatite infantile acuta di origine sconosciuta in provincia di Pavia. A tranquillizzare è l'assessore regionale al Welfare Letizia Moratti, avvertendo che è «in corso un'attenta sorveglianza epidemiologica». Sono stati definiti tempi, tipo di esami e materiale biologico da raccogliere. Il coordinamento è affidato al laboratorio di Virologia del San Matteo in collaborazione con il Policlinico di Milano.virologia ancora in prima linea«Ci siamo accordati con gli altri centri regionali su quali campioni biologici raccogliere - spiega il direttore della Unità operativa complessa Microbiologia e Virologia della Fondazione San Matteo Fausto Baldanti -. Si tratta di campioni utili per gli approfondimenti diagnostici. E abbiamo concordato anche le famiglie di virus da ricercare». «Si è deciso di avviare una sorveglianza epidemiologica volta per individuare eventuali nuovi casi di epatite acuta nella popolazione pediatrica - fa sapere la vice presidente della Regione -. La rete dei laboratori ha definito un protocollo per l'effettuazione degli accertamenti, esami per la definizione di caso e accertamenti virologici da eseguire, materiale biologico da indagare per uniformare i comportamenti e ottimizzare la rete di controllo». Salgono intanto a 9 le segnalazioni di bambini colpiti da epatite acuta di origine sconosciuta in Lombardia. Altri due pazienti sono in valutazione. Dopo l'allarme partito dalla Gran Bretagna, che ha visto crescere nei primi mesi dell'anno i casi di pazienti con questa patologia, anche l'Italia e la Regione hanno attivato il monitoraggio per verificare se è in corso un simile aumento. Dei 9 casi accertati, 2 si sono verificati nel territorio dell'Ats di Milano, 2 in quello dell'Insubria, 2 a Brescia e 3 a Bergamo. Di questi, 7 hanno riguardato bambini tra 0 e 4 anni, 1 tra 5 e 9 anni e 1 aveva più di 10 anni. Uno dei piccoli pazienti è stato trapiantato, un altro ha un esito in attenzione mentre gli altri bambini sono già guariti o dimessi. cause sconosciute«Al momento, non essendo nota la causa delle insufficienze epatiche osservate, non esistono terapie eziologiche di documentata efficacia terapeutica - spiega Moratti -. Tuttavia, la rete pediatrica, la rete infettivologica e la rete trapiantologica sono state attivate per intervenire prontamente soprattutto nei casi più gravi». Al momento, spiegano da Palazzo Lombardia, tutti gli ospedali lombardi sono in grado di eseguire gli esami di primo livello per escludere le cause più comuni di infezione al fegato (sierologia A B C E). Per le analisi più specifiche ed approfondite i laboratori stanno lavorando in rete per rispondere in maniera efficace alla richiesta di sorveglianza arrivata dal ministero.--Stefania Prato