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l'intervistaLuca Monticelli / Roma«Non ho visto in diretta la puntata, ma sono rimasta basita quando ho sentito affermare dal ministro degli Esteri russo che gli ebrei si erano trasformati da vittime a carnefici di se stessi», spiega la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, riferendosi all'intervista di Lavrov su Rete 4. Dire che Hitler aveva origini ebraiche è «una tesi che non ha fondamenti storici e legittima i peggiori complotti antisemiti che negano la Shoah». L'intervista poteva essere gestita diversamente? C'è un tema di responsabilità dei media?«Di mestiere non faccio la giornalista e non spetta a me insegnare il mestiere a nessuno, il tema della responsabilità sociale dovrebbe essere prioritario per ogni professione. A prescindere un'intervista presuppone delle domande e delle risposte, però i monologhi sono un'altra cosa e non è accettabile che questo permetta in prima serata di distorcere la storia e la memoria». Negli ultimi giorni il professor Alessandro Orsini ha detto che Hitler fu trascinato in guerra da Francia e Gran Bretagna, mentre Massimo Fini su Il Fatto ha scritto che l'esercito tedesco che occupava l'Italia si comportò bene. Cosa sta succedendo?«In un certo senso nulla di nuovo, siamo abituati a vedere posizioni folli e sconsiderate, tuttavia alcune delle persone che le esprimono hanno una visibilità che prima non avevano, e questo avviene senza che nessuno intervenga. La Comunità ebraica ha sicuramente una responsabilità che la porta a intervenire, ma non possiamo essere soli. La Shoah è parte della storia europea e ha determinato il percorso che ha portato a un'Europa unita e integrata, non possiamo far finta di nulla».Criticare l'allargamento della Nato e opporsi all'invio di armi per l'Ucraina sono posizioni che nascondono un anti-americanismo di fondo?«Penso sia qualcosa di ancora più profondo. Non una critica agli Usa, ma alle democrazie occidentali e a quel modello che ha garantito diritti e libertà a milioni di persone dopo la seconda guerra mondiale. Non è un caso che chi è sempre pronto a criticare Usa e Israele poi sia ambiguo sull'aggressione russa o reputi come modello il Venezuela o l'Iran. Non proprio la patria dei diritti dell'uomo». Russia e Ucraina sono terre per storia e cultura legate a Israele. La comunità ebraica come vive questa guerra?«Con grande angoscia e sofferenza. Le immagini dei rifugiati che lasciano le case e dei morti riaprono ferite dolorose». --© RIPRODUZIONE RISERVATA