Medico va in pensione il sindaco contro Ats
SANNAZZARO Ieri mattina è comparso un laconico comunicato sulla porta del poliambulatorio di piazza Palestro (nella foto) e quanto si vociferava, nonostante il silenzio di Ats Pavia, sarà da lunedì prossimo realtà: il medico di base Franco Brunoldi lascerà l'incarico per andare in pensione. Sul volantino appeso all'ingresso dell'ambulatorio si avverte che l'ultimo giorno lavorativo del dottor Brunoldi sarà il 30 aprile, ma in realtà sarà venerdì 29, visto che al sabato gli ambulatori sono chiusi. Poche righe in tutto con due indirizzi a cui i quasi 1500 utenti "orfani" del medico dovranno rivolgersi per il cambio del dottore di riferimento. Un comunicato che lascia spiazzato i mutuati. Spiazzato appare anche il Comune di Sannazzaro, che aveva ricevuto solo rassicurazioni una settimana fa, quando aveva approfondito le voci circolate sul pensionamento di Brunoldi. «Non abbiamo ricevuto alcuna informazione da parte di Ats - dice il sindaco Roberto Zucca -. L'azienda non è obbligata a informarci con largo anticipo, ma ci saremmo aspettati almeno una comunicazione informale. Invece abbiamo avuto notizia dell'abbandono del medico, uno dei quattro in attività a Sannazzaro, dai colleghi di Brunoldi, che lo hanno saputo da Ats solo pochi giorni fa, dopo che era apparso un articolo dedicato al problema sulla Provincia Pavese». Una "mancanza" che viene rimarcata anche da molti utenti che ieri mattina, fuori dal palazzo di piazza Palestro, commentavano amaramente la mancanza di preavviso. «Abbiamo dimostrato di essere stati propositivi ed attivi quando, pochi mesi fa, venne trasferita la dottoressa Gorlato lasciando vacante uno dei quattro ambulatori - dice Zucca -. Il Comune si è adoperato anche nell'affiancare Ats nella ricerca di una soluzione, poi trovata. Se avessimo avuto notizia per tempo, avremmo potuti già attivarci per uscire dall'impasse che ore ci attende. Spiazzato è ora un quarto dei sannazzaresi. Cercheremo comunque di essere propositivi anche stavolta». Oggi in provincia servirebbero 65 medici di base ma solo undici sono disponibili: città ed ambiti sanitari restano carenti per i pensionamenti avvenuti e prossimi. Il rapporto ottimale di un medico per 1300 assistiti rischia di non essere più garantito. I tre medici attivi potranno assorbire i mutuati "orfani" del medico pensionando? Sarà un quesito da affrontare. --Paolo Calvi