«Freddo e senza emozioni abbiamo cercato di aiutarlo»
PAVIA«È sempre stato un ragazzo freddo, quasi privo di emozioni, indifferente a tutto. Credo non si sia mai innamorato. Dai 20 anni ha cominciato a bere, a bere tanto, ma segnali c'erano già stati prima. Abbiamo fatto di tutto per aiutarlo, ma non è bastato». Angela Maggiolini, madre di Alessio Nigro, parla in aula di «dieci anni di inferno», con la voce rotta dall'emozione. Ha deciso di rispondere alle domande del pubblico ministero Diletta Balduzzi, incrociando spesso lo sguardo del figlio, seduto a due passi da lei. «Era un ragazzino agitato, sin da piccolo - ha ricordato la donna -. Una volta chiuse la babysitter nella stanza. Ma era intelligente. Il suo comportamento è peggiorato con l'adolescenza. Ha cominciato a non andare bene a scuola, litigavamo spesso. Una sera è andato via di casa». Verso i 17 anni l'episodio più grave. «Rubò tutti i miei gioielli - ha spiegato la madre -. Sono riuscita a convincerlo ad andare da uno psicologo, ma dopo un po' di incontri in cui lo accompagnavo ha rinunciato. Gli abbiamo proposto di cambiare aria, andare in Inghilterra a lavorare. Pensavamo fosse utile per lui, è stato invece un disastro. Una notte mi ha chiamata dicendo che voleva uccidersi». A 21 anni il ragazzo entra in comunità per disintossicarsi dall'alcol. «Ci è rimasto un mese - ha spiegato la donna -. Faceva dentro e fuori, in continuazione. Lidia mi ha scritto un paio di volte sui social, ma non ho voluto incontrarla. Mi sembrava un ostacolo al recupero di mio figlio». Lidia aveva invece sentito il padre di Nigro al telefono: «Sì, ricordo che un giorno accompagnai perfino mio figlio a prendere un braccialetto per lei - ha spiegato Franco Nigro -. Una volta sono andato a prenderlo a casa a Pavia, per riportarlo in comunità». --M. Fio.