Non vuole separarsi accoltella moglie e figlia

Edoardo Izzo / ROMANon era la prima lite. Forse, l'ennesima tragedia familiare che vede due donne, madre e figlia di 49 e 17 anni, lottare in queste ore in un letto di ospedale tra la vita e la morte poteva essere evitata. Fabrizio Angeloni, 48 anni, geometra e progettista dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, era stato allontanato da casa pochi giorni fa. I due si stavano separando. È questo forse ad aver scatenato la follia omicida dell'uomo che ieri mattina, poco prima delle 7, è entrato nella casa di famiglia in via Milano, a Ladispoli, sul litorale a pochi chilometri da Roma, e ha accoltellato prima la moglie, Silvia Antognozzi, di professione insegnante di scuola media, e poi la figlia, la liceale Sofia. Sul luogo del tentato omicidio-suicidio sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Civitavecchia che, coordinati dalla procura, indagano sui fatti. L'uomo, dopo aver provato a uccidere moglie e figlia, avrebbe tentato di togliersi la vita. La famiglia, all'arrivo dei soccorsi, si trovava in un piccolo bagno, dove si suppone si sia consumato l'accoltellamento. La 49enne è stata trasportata dai sanitari del 118 in eliambulanza e in gravissime condizioni all'ospedale San Camillo di Roma. Per la donna, sono davvero poche le possibilità di farcela. Per questo i pm di Civitavecchia potrebbero essere costretti a cambiare il titolo di reato del fascicolo, al momento aperto per tentato omicidio, che diventerebbe quindi omicidio. Grave anche il marito trasportato sempre in eliambulanza al policlinico Agostino Gemelli, mentre la minorenne, attualmente in coma farmacologico, ma con più possibilità di farcela, è stata portata all'ospedale Bambino Gesù di Palidoro. La dinamica dell'aggressione, ricostruita dai militari, chiarisce che la figlia è riuscita a sfuggire alla furia del padre e a precipitarsi sul pianerottolo per chiedere aiuto a un vicino, come dimostrano le numerose macchie di sangue sul ballatoio e sul campanello di quest'ultimo. È stato proprio il dirimpettaio a chiamare il 112 e le ambulanze. L'arma da taglio utilizzata per l'aggressione - un utensile domestico - è stata sequestrata. La Capitale e in generale il Lazio, purtroppo, non sono nuovi a reati di questo tipo, basti pensare che proprio Roma si è guadagnata nel 2021 la triste palma di città italiana con il maggior numero di vittime. Sono 15 i femminicidi avvenuti negli ultimi undici mesi: il numero delle donne uccise è raddoppiato rispetto al 2020 e per la prima volta ha superato quello degli uomini assassinati. Roma è prima con 14 donne uccise sui 15 femminicidi avvenuti nel Lazio, seguita a distanza da Milano con 8 casi nel 2021 contro i 4 del 2020. E purtroppo continua a essere l'ambiente domestico e familiare il luogo più a rischio. Ben 13 dei 15 delitti sono avvenuti infatti in famiglia, mentre i rimanenti due sono collegabili alla sfera amicale. Il 90% dei casi coinvolge vittime e carnefici di nazionalità italiana. --© RIPRODUZIONE RISERVATA