I ravioli e l'arrosto di Pasqua nelle mense sempre più piene

PAVIARavioli di verdure con ragù senza carne di maiale, purè di patate, arrosto, pane, frutta, una fetta di colomba e fuori distribuite le uova di cioccolato. Questo il menù per le feste pasquali nelle mense dei poveri di Pavia. Mense sempre più affollate: Se nel 2021 era stato registrato un incremento del 20% di chi chiedeva un sostegno, in questi primi mesi del 2022 i numeri sono aumentati ancora. Sono 90 i pasti erogati quotidianamente dalla Mensa del Fratello, allestita dalla parrocchia di San Mauro, circa 130 quelli che ogni giorno vengono distribuiti dalla Mensa del Povero che si trova accanto alla chiesa di Canepanova.la solidarietà in cittàDue punti di riferimento per chi fatica ad arrivare a fine mese, per chi non ha una casa, per chi non riesce a sostenere le spese alimentari e sanitarie o a pagare l'affitto. Mensa del Povero e Mensa del fratello ogni giorno aprono le loro porte ai fragili e agli emarginati che, dopo la pandemia e ora con la guerra in Ucraina, bussano sempre più numerosi. Da qui la decisione di Asm di sostenerne l'attività. Il cda della multiservizi ha infatti voluto donare per il periodo pasquale, come era stato fatto a Natale, complessivamente 8mila euro alle due strutture. Luoghi dove persone con storie diverse, giovani e anziani, italiani e stranieri, trovano un pasto caldo, una parola di conforto. «Il sabato di Pasqua - racconta fra Enrico Mascotto, di Canepanova - abbiamo preparato ravioli freschi di magro, con ragù senza carne di maiale, purè di patate, arrosto, pane, frutta, una fetta di colomba e fuori abbiamo distribuito le uova di cioccolato. Le mense sono uno spazio dove si offre cibo, ma anche ascolto e amore». «L'attenzione concretamente già manifestata ci ha permesso di creare una comunità di uomini e donne aperta a chi ha, oggi più che mai, esigenze primarie per vivere con dignità e rispetto di sé stesso - sottolinea don Franco Tassone, parroco di San Mauro -. Grazie al calore e alla generosità di molti è possibile alleviare la "miseria" se non in tutti i contesti almeno sulla tavola. Sono molte le persone che, grazie a tanta generosità e alla disponibilità dei volontari, siamo stati in grado di aiutare. A volte ci sentiamo in difficoltà di fronte a questa richiesta di aiuto sempre più pressante. Ma non possiamo per questo motivo non ascoltare il bisogno di chi ci sta accanto». «Con la pandemia è cresciuto il numero di coloro che si rivolgono a noi - fa sapere fra Enrico -. Ogni giorno diamo circa 100, 130 sacchetti con un pasto caldo. Iniziamo alle 8.30 del mattino. La gran parte dei bisognosi non ha una casa e spesso dorme nei locali della Caritas o del dormitorio comunale. Ma c'è anche chi ha una dimora ma non dispone di servizi essenziali come il riscaldamento e vive in una situazione di indigenza. Ora arrivano molti ucraini, forse ospiti di amici o parenti». --Stefania Prato