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l'evento«È la terra che fa la qualità, non la carta». E ancora: «Come custodi del territorio vorrei i contadini». Queste parole, dalla viva voce di Lino Maga, sono risuonate ieri mattina nel padiglione del Ministero delle Politiche agricole al Vinitaly di Verona all'anteprima del docufilm "Lino Maga - Un contadino, una terra, il coraggio", prodotto da Il Quattro con la regia di Ermanno Bidone e la consulenza tecnica della società Storytells. Un ritratto di 45 minuti sul decano dei vignaioli oltrepadani, scomparso a gennaio a 90 anni, costruito attraverso le sue frasi e i suoi aneddoti («Non posso fare squadra con un disciplinare che consente rese di 150/200 quintali per ettaro» un altro dei suoi cavalli di battaglia) e i racconti del figlio Giuseppe e di alcune persone che lo hanno conosciuto bene (da Carlo Petrini e Claudio Rinaldi a Ottavia Giorgi di Vistarino e Alessio Brandolini, passando per Walter Massa).«Maga è un personaggio mitico che ha fatto la storia della viticoltura oltrepadana e nazionale e ha gettato le linee guida per il mondo dei vignaioli - ha detto Stefano Calvi, socio titolare de Il Quattro -. Abbiamo voluto regalare a Lino un documentario che nasce dal cuore». Oltre ai figli Giuseppe e Gabriella, erano presenti il sottosegretario alle Politiche agricole, Gianmarco Centinaio, il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, produttori, politici, esponenti del mondo del vino e i giornalisti enogastronomici Paolo Massobrio e Marco Gatti. «Non smetterò mai di ringraziare Lino per le tante cose sagge che mi ha raccontato - ha aggiunto il regista Bidone -. Per me è stato un filosofo e un poeta, che ha detto parole importanti sul nostro territorio. Ad esempio, se si fosse ascoltata la sua voce sul problema dell'abbandono dei vigneti e degli incolti forse non saremmo arrivati a questo punto».Per il fotografo Massimiliano Serra «è stata una bellissima esperienza entrare nelle sue vigne e in cantina e assaggiare il primo goccio di vino dalla botte e risentirlo poi in bottiglia. Perché Maga è riuscito ad aggiungere sé stesso dentro la bottiglia e diventare così immortale». Commosso il ricordo del figlio Giuseppe: «Mio padre mi è sempre vicino. Spero che tutti i suoi passi siano da esempio per istituzioni e vignaioli che vogliono fare le cose fatte bene». A concludere il sottosegretario Centinaio: «Abbiamo sentito parole e visto immagini attualissime - ha sottolineato l'esponente pavese del governo -. Lino Maga ci ha dato tantissimi spunti interessanti, ad esempio quando si parla di rese. Mi sono piaciute tante parole, tradizione, territorio, agricoltori come custodi, sembra proprio che la legge da poco passata in Parlamento (sul riconoscimento della figura di agricoltore custode dell'ambiente e del territorio ndr) l'avesse dettata lui. Dobbiamo essere orgogliosi del nostro Oltrepo e lo devono essere soprattutto i giovani vignaioli che sono il futuro di questo territorio, di cui Lino è stato una radice fondamentale». --Oliviero Maggi