La commissaria: 615mila ucraini deportati in Russia

«Oltre 615mila persone, 117mila delle quali bambini, sono state deportate in Russia». Lo denuncia sui suoi profili social Lyudmyla Denisova, commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, che ieri ha avuto un incontro con l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, a cui ha riferito - fa sapere - «della violazione del diritto fondamentale alla vita dei cittadini ucraini da parte delle forze di occupazione: uccisioni di massa di civili in città temporaneamente occupate e circondate da unità nemiche dell'Ucraina e bullismo di soldati razzisti contro civili». «La Russia sta commettendo un genocidio contro il popolo ucraino uccidendo la popolazione con estrema crudeltà», accusa Denisova, facendo sapere che «Bachelet ha richiamato l'attenzione sulla deportazione forzata di cittadini ucraini dai territori temporaneamente occupati dell'Ucraina: i media razzisti e funzionari di alto rango hanno riferito che oltre 615mila persone, 117mila delle quali bambini, sono state deportate con la forza a Volodymyr, Omsk, Chelyabinsk e Sakhalin». «Il numero di richieste per assistenza psicologica da parte di vittime di violenze sessuali da parte degli occupanti è aumentato», aggiunge la commissaria ucraina, facendo inoltre sapere di aver «assicurato all'alto commissario Bachelet che il Paese aggredito è pienamente conforme ai requisiti della Terza convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra del 1949». --