Giuseppe, morto a soli 18 anni Un ulivo per non dimenticarlo

BRONI Si terrà alle ore 10.30, presso il PalaBrera in via Galileo Galilei, la cerimonia in ricordo di Giuseppe Gallopin, ragazzo scomparso in un tragico incidente stradale nel 2002, alla giovane età di diciotto anni. Per l'occasione gli amici di Giuseppe doneranno alla collettività un ulivo e una targa commemorativa.«Inizialmente avevamo pensato a qualcosa inerente al mondo del basket, sua grande passione, ma le attuali normative Covid hanno purtroppo complicato il tutto, spingendoci a trovare un'alternativa» - racconta Sofia Achilli, a nome degli amici del ragazzo - «Successivamente un'amica di Giuseppe ha pensato che sarebbe stata una buona idea piantare un ulivo, al quale verrà abbinata una targa in cui è inserito un QR code che rimanda ad una pagina web in suo ricordo, dando l'opportunità di parlare di Giuseppe a chi non ha avuto la fortuna di poterlo conoscere». «Rimane ancora vivo in tutti noi il suo ricordo, che ci ha permesso di accettare e comprendere il mistero della morte e ci continua a guidare come un faro nelle sfide dell'età adulta», aggiunge l'amico Lorenzo Maggi. L'ulivo e la targa verranno posizionati di fronte al campetto da basket esterno al PalaBrera di Broni, alla presenza del papà Emilio, dello zio, degli amici, delle autorità e di Don Mario, che ne darà la benedizione. Purtroppo, non sarà presente la madre di Giuseppe, Wilma Dagradi, scomparsa a 77 anni il 7 marzo scorso, dopo una lunga e grave malattia. Insieme al marito Emilio, ha trascorso questi ultimi vent'anni organizzando numerose iniziative benefiche e mantenendo sempre vivo il ricordo del caro figlio scomparso prematuramente. Poco tempo prima di spegnersi, Wilma aveva scritto una lettera in cui manifestava il suo riconoscimento per l'iniziativa voluta dagli amici: «Quando Giuseppe frequentava il liceo, noi genitori eravamo nel pieno del nostro lavoro e non avevamo molto tempo per seguire i lavori della nuova casa. Giuseppe, invece, stava già nella sua nuova camera, dove andava a dormire e studiare» - ricorda la madre nella lettera - «Dalla sua finestra vedeva una parte di giardino e per questo gli venne l'idea di piantare un albero proprio su quella porzione di terreno: un albero che avrebbe visto crescere e intorno al quale avrebbe coltivato un orto. Sapendo quanto amasse la natura lo accontentammo e ne fu felice» - raccontava Wilma - «Quando venni a sapere che i suoi amici avrebbero piantato un ulivo in suo ricordo mi emozionai e piansi», concludeva la madre.La cerimonia si terrà proprio in occasione dei vent'anni dalla sua scomparsa, avvenuta la sera del 9 aprile 2002 in seguito ad un incidente stradale avvenuto nella curva della ex Fibronit di Broni, quando il ragazzo stava tornando, insieme ad alcuni compagni di squadra, da un allenamento di basket. --Manuele Riccardi