Primo raid in territorio russo «Attacco di Kiev su Belgorod»
il casoMonica PerosinoUn attacco clamoroso, il primo raid in pieno territorio russo dall'inizio della guerra. Due elicotteri Mi-24 Hind, in volo a bassissima quota e protetti dall'oscurità della notte, hanno colpito un enorme deposito di carburante a Belgorod, cittadina russa a circa 40 chilometri dal confine con l'Ucraina e dall'Oblast di Kharkiv. Nessuno li intercetta, forse anche perché i Mi-24 Hind sono in dotazione sia all'esercito ucraino che quello russo, e distinguere due rapidissime sagome nere che in pochi secondi arrivano, colpiscono e scompaiono, non è facile. Il risultato è un raid che Mosca attribuisce senza ombra di dubbio a Kiev, che «non conferma né smentisce», e che si è lasciato dietro di sé un enorme incendio e la distruzione totale di otto serbatoi di benzina e gasolio, per un totale di duemila metri cubi di carburante. Il ministero russo per le Emergenze ha inviato sul posto almeno 170 vigili del fuoco e 50 mezzi per spegnere il rogo e ha fatto evacuare le case nell'area. Non ci sono nè morti, nè feriti, ma «conseguenze» sì, almeno secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha commentato il raid con un avvertimento: «Naturalmente, questo attacco non è qualcosa che può essere percepito come una creazione di condizioni favorevoli per il proseguimento delle trattative».Ma l'inaspettata vulnerabilità della Russia apre ancora una volta lo spazio ai dubbi e alle ipotesi che quella a Belgorod sia stata un'operazione "false flag". I russi potrebbero aver bombardato se stessi per poi dare la colpa all'esercito ucraino?Di certo c'è che se non lo fosse, sarebbe la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale che viene sferrato un attacco sul territorio russo, un attacco epocale. L'unico commento di Kiev è arrivato per mezzo del portavoce del ministero della Difesa Oleksandr Motuzyanyk: «L'Ucraina sta conducendo un'operazione difensiva contro l'aggressione russa sul territorio ucraino, e questo non significa che siamo responsabili di ogni catastrofe sul territorio russo. Non confermerò né smentirò queste accuse». E mentre gli analisti e gli esperti militari di tutto il mondo stanno cercando di individuare nei numerosi video del raid i segni distintivi sulle code degli elicotteri, fonti militari ucraine sostengono che il bombardamento dei depositi di carburante sia stato deciso per tagliare i rifornimenti di carburante alla colonna «di decine e decine di mezzi russi in marcia verso Kharkiv». Il timore è che i rinforzi in arrivo servano ad accerchiare Kharkiv da Nord-est e chiuderla in un assedio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA