I bimbi ucraini devono pagare la mensa
VIGEVANOBambini ucraini: il Comune non sconta la retta di mense ed asili. Le loro famiglie, scappate dalla guera, dovrebbero versare il ticket. Sarà, però, il Coordinamento Volontariato Vigevano a garantire la spesa. Mentre Abbiategrasso, dove il Comune ha optato per l'esenzione del pagamento per tutti i servizi scolastici e parascolastici per i minorenni ucraini accolti sul territorio, Vigevano chiude la porta. «Non, non ci sarà esenzione. Valuteremo caso per caso - dice il sindaco Andrea Ceffa - ma di sicuro non adotteremo un provvedimento come quello di Abbiategrasso, perché magari le persone che arrivano qui riescono a trovare un lavoro e a produrre un Isee. Anche perché, diversamente da altri tipi di immigrazione, qui stiamo parlando di persone che hanno delle competenze molto spendibili, valide. E, per quanto riguarda le scuole prima di tutto, vogliamo monitorare le procedure di inserimento e di vaccinazione». L'incontroIeri mattina, infatti, si è tenuto l'incontro tra Comune, volontariato ed istituti scolastici . Per quanto riguarda l'ambito educativo, è stato deciso che, per il pagamento della mensa e dell'eventuale iscrizione alle scuole materne comunali, interverrà il Coordinamento Volontariato Vigevano che ha già ricevuto diversi contributi, in primis dal Soroptimis, poi da altri club di servizio e persino da privati cittadini che si sono offerti di "adottare" un bambino, o una bambina, ucraini. Ad oggi, gli otto bambini ucraini arrivati a Vigevano sono stati accolti soprattutto negli istituti paritari cittadini e, nello specifico, 6 stanno frequentando il San Giuseppe, un altro la Don Comelli ed uno solo è stato inserito nella scuola elementare Ramella, dove sta frequentando con orario ridotto, rientrando a casa per il pranzo. «No comment»«Non voglio rilasciare alcuna dichiarazione - commenta Rossella Buratti, presidente del Cvv - è già tanto quello che siamo riusciti a fare fino ad oggi». Anche per i rifugiati, quindi, varrà l'attuale regolamento dei servizi a domanda individuale, come mensa ed asili, che prevede il pagamento di una retta mensile la cui entità viene stabilita dall'Isee, il documento che attesta appunto la condizione economica della famiglia. Qui però sta il grande problema: quel regolamento prevede che, in assenza di Isee, venga applicata la retta massima. «È chiaro che i profughi appena arrivati non abbiano l'Isee - ripete Ceffa - per ora ci sono i contributi del Coordinamento, poi magari arriveranno quelli del Ministero . Non escludo che, per quanto riguarda l'educativo, adotteremo provvedimenti mirati ai bambini ucraini, ma ripeto che tutto dovrà passare attraverso una disamina della loro condizione, sia economica che sanitaria, da parte degli uffici ». --Selvaggia Bovani