Porte irregolari, il ds Garlasco: «Un pretesto per non giocare»
GARLASCO«Si è creato un precedente pericoloso: spero che adesso chi per qualche motivo non vuole giocare non vada a cercare cavilli di questo genere». Commenta così Gaetano Muscatelli, diesse del Garlasco, il mancato svolgimento della partita tra la squadra lomellina e il Magenta, capolista del girone F di Promozione.Cosa è accaduto? Domenica pomeriggio allo stadio Garda di Garlasco era tutto pronto per la sfida tra i ragazzi di mister Paolo Maggi e i milanesi: le squadre avevano effettuato il riscaldamento e stavano per entrare in campo; il pubblico sugli spalti, complice la giornata di sole, era abbastanza numeroso. Poi alle 14.20 è successo quello che nessuno avrebbe potuto immaginare. A pochi minuti dal fischio d'inizio della gara, il Magenta ha chiesto all'arbitro di verificare le dimensioni delle porte: da regolamento i pali devono essere alti 2,44 metri, la traversa lunga 7,32 metri. Il direttore di gara ha effettuato le misurazioni ed è emersa una discrepanza nell'altezza, di due cm in una porta e otto nell'altra, più basse, anche oltre la tolleranza prevista dal regolamento. L'arbitro ha dato al Garlasco la possibilità di regolarizzare la situazione per la disputa della gara. «Abbiamo tolto un po' di terreno, in modo da ripristinare le misure corrette - spiega Muscatelli - ma a quel punto si è creato un piccolo dislivello e l'arbitro ha ritenuto che potesse essere pericoloso per i giocatori e così non ha dato inizio alla partita».Ora il giudice sportivo dovrà pronunciarsi: il Garlasco rischia la sconfitta a tavolino in quanto, salvo cause di forza maggiore, la responsabilità su eventuali problematiche del campo ricade sulla società di casa: il club lomellino attende il responso per poi valutare come muoversi. .«Non ci fasciamo la testa prima del tempo - conclude Muscatelli -, attendiamo la decisione del giudice sportivo, poi faremo le nostre valutazioni. Domenica ha perso il calcio perchè le partite vanno vinte o perse sul campo, non poter giocare per un motivo del genere lascia grande rammarico. Dopo la sospensione non c'era rabbia, ma profondo dispiacere per il nostro pubblico, i giocatori e il mister». -- Alberto Colli Franzone