Kristen Stewart è Lady Diana nella pellicola di Pablo Larraín

Misteriosa, fragile ma allo stesso tempo forte. Pur non vincendo l'Oscar (il Premio alla Miglior Attrice Protagonista è andato a Jessica Chastain per "Gli occhi di Tammy Faye"), Kristen Stewart ha regalato, nei panni di Lady Diana, un'interpretazione di grande livello in "Spencer", il biopic diretto da Pablo Larraín dallo scorso 24 marzo programmato al The Space di Montebello, nei Movieplanet di San Martino Siccomario e Parona (domani sera, alle 21.15, sarà presentato da Cristina Francese nella rassegna, da lei curata, "Altre Visioni") e dal primo aprile anche al Cinema Politeama di Pavia.la tramaQuella raccontata dal regista cileno è la storia della compianta (morì, 36enne, in un incidente d'auto a Parigi il 31 agosto del 1997) "Principessa triste", entrata nel cuore della gente per la sua grande umanità e per il suo grande coraggio. È stata lei a ribellarsi alla "favola", scegliendo di non diventare regina per non rinunciare a se stessa. Ha preso in mano il suo destino rompendo tutti gli schemi, rifiutando le liturgie soffocanti di un mondo che l'aveva imprigionata in un sogno fasullo. Una scelta maturata nel dicembre 1991 nella proprietà di Sandrigham, durante il periodo che precede le festività natalizie. Sono quei pochi ma fatidici giorni che indaga il film, un momento che sottolinea la profonda crisi del matrimonio tra Diana e il principe Carlo (Jack Farthing) pur mostrando i consueti rituali e le tradizioni della famiglia reale - tutto deve essere "apparecchiato" e messo (anche solo apparentemente) in ordine - che mangia e beve a volontà, spara e va a caccia. Questa volta però la Principessa non ha più voglia di sottostare alle regole del gioco: la sua decisione, non più negoziabile, è presa. il regista«Volevo esplorare il percorso interiore che, fra dubbi e determinazione, l'ha condotta a scegliere la libertà per se stessa e per i suoi figli - ha dichiarato il regista Pablo Larraín - la sua decisione ha caratterizzato anche ciò che ci ha lasciato: un patrimonio di onestà e umanità senza eguali». Nel film, ciò che Diana vede è il riflesso dei suoi ricordi, delle sue paure, delle sue illusioni. Tutti elementi che raccontano ciò che prova interiormente e mostrano la sua grande e splendida vulnerabilità. Con quella scelta, Lady D ha destrutturato il mito della corona, uscendo dalla corte reale ed entrando nel mito, e ancora oggi è considerata un'icona universale ed emblema di modernità. --giacomo aricò