Senza Titolo
«Sono riuscita a sentire mamma dopo molti giorni. Nostro fratello è gravemente ferito. L'ospedale n° 4 è pieno di gente e sono rimasti solo tre medici a occuparsi di tutti, fanno il possibile. Le persone sono ricoverate nei corridoi per terra, non ci sono abbastanza coperte, i medicinali sono finiti, i feriti hanno lesioni che si vanno in putrefazione...Stanno cercando di fare economia di gasolio per riscaldarsi. I malati ricevono mezzo bicchiere d'acqua ogni 24 ore, a cena l'altro ieri hanno servito un cioccolatino. Le strade sono piene di gente morta, case distrutte. Come possiamo portare questa notizia ai presidenti della Francia e della Grecia, che pianificano l'evacuazione degli abitanti?». Il post da fuori Mariupol corre su Instagram, per tutto il Paese. La prima a rilanciarlo è Anastasya Meschchanenkova, l'allenatrice di ginnastica ritmica della giovanissima atleta morta sotto le bombe che hanno colpito il suo palazzo nella città martire. Aveva 11 anni e come altri 210 bambini non è riuscita a scappare. Restano 160mila civili, a Mariupol. Intrappolati senza acqua, né cibo, né elettricità. Sopravvivono a stento, nella speranza che non tocchi a loro morire, di giorno in giorno. Che i missili prendano qualche palazzo più in là. A Mariupol sono state seppellite circa 5mila persone, dice il sindaco Vadym Boychenko. Tra loro anche il campione di kickboxing Maksym Kagal, arruolato nel battaglione di Azov. Aveva 30 anni e una brillante carriera internazionale. Ma i morti sarebbero molti di più: «Da dieci giorni non si riesce più a dare sepoltura a nessuno - spiega Tetyana Lomakina, responsabile dei corridoi umanitari - per i continui bombardamenti». E aggiunge: «Potrebbero essere cadute 10mila persone». L'assedio è in corso da 29 giorni. Incessante. -- LE. TO.© RIPRODUZIONE RISERVATA