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Il primo passo è sganciare l'Europa dalla dipendenza energetica russa. Ma Washington oltre a incardinare nell'accordo fra Ursula von der Leyen e Biden questo primo step, pensa già al passaggio futuro: ovvero quello di ridurre la dipendenza in generale dal gas. Le implicazioni non sono solo economiche ma hanno una valenza geopolitica. In quest'ottica l'Amministrazione Biden non vuole sacrificare la sua agenda climatica dinanzi alla crisi in Ucraina e ritiene - hanno spiegato fonti dell'Amministrazione in un briefing ad alcuni giornalisti - che il passaggio all'energia pulita possa rafforzare ulteriormente il blocco occidentale. Gli investimenti sul solare, l'eolico e soprattutto l'idrogeno sono elementi condivisi fra Washington e Bruxelles. Ecco perché l'America si muove per sostenere gli europei e garantire che il piano verde dell'Unione (l'uscita dalla dipendenza dal gas entro il 2030 su tutte) non conosca battute d'arresto. La frenata di una della due potenze significherebbe mettere a repentaglio l'intera struttura della nuova politica energetica. La prima mossa però per evitare che la paura di restare al freddo blocchi la transizione è sostituire il gas liquefatto naturale russo con quello americano. E non solo. Anzitutto Washington ha mobilitato i suoi produttori e gli alleati in Asia affinché aumentino la produzione e quindi le consegne di LNG all'Europa consentendo al Vecchio Continente di ridurre le importazioni da Mosca. Per due anni ci si muoverà su questo schema garantendo 15 miliardi di metri cubi nel 2022. L'uscita sarà graduale, nei piani americani. Serve un'operazione diplomatica certosina, ma già nelle prime settimane del conflitto ucraino, l'America era riuscita a far "dirottare" delle navi con gas liquefatto sul mercato europeo anziché asiatico. Duplice la valenza: tenere i prezzi sotto una soglia accettabile e dimostrare a Putin di poter avere alternative. Si tratta ora di accelerare questi trend già in atto da quattro mesi.Per fare ciò sono state allentate le norme che impedivano alle società Usa di vendere gas liquefatto sui mercati - come quello europeo - dove c'erano tariffe. La scorsa settimana impianti nel Golfo del Messico hanno iniziato a lavorare e a produrre per gli alleati europei. E vi sono altri impianti che saranno operativi nel 2024. -- a. sim.© RIPRODUZIONE RISERVATA