S. Michele, riaffiorano antichi affreschi
PAVIAEmergono nuove porzioni di affreschi nella basilica di San Michele. Un apparato pittorico databile, stando ai primi rilievi, agli inizi del '500, e finora rimasto coperto sotto uno strato di pittura grigia probabilmente risalente all'Ottocento. Una scoperta che Vittorio Vaccari, presidente dell'Associazione Il Bel San Michele, definisce straordinaria, a conferma del valore della basilica. i restauri e la scopertaIl ritrovamento è stato possibile grazie al restauro dell'affresco che ritrae l'incoronazione di Federico Barbarossa. Durante l'intervento è emerso che la prima volta della navata maggiore è interamente affrescata. Gli affreschi sono infatti stati ritrovati in tutti i quattro lobi e tracce pittoriche sono già state individuate anche nella volta vicina, sotto una tinteggiatura grigiastra. L'intervento di recupero della volta della navata maggiore ha anche evidenziato che i cordoli, le parti che corrono tra i lobi, sono in mattoni sagomati, a differenza di quelli della volta del presbiterio che invece erano stati realizzati in arenaria. «Dai primi sondaggi eseguiti, sono emerse decorazioni di particolare bellezza - fa sapere Vaccari -. I restauri consentiranno alla basilica di assumere una nuova luminosità e una maggiore attrattività». Restauri voluti dall'associazione e realizzati sotto la guida di un Comitato scientifico nazionale, in costante dialogo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Monza-Brianza e Pavia. «Applichiamo la Convenzione di Faro, approvata dal Parlamento lo scorso settembre, che impone la salvaguardia di monumenti di particolare valore, con l'obiettivo di consegnarli alle generazioni future, e uniamo le forze per tutelare San Michele, trovando le risorse necessarie», spiega il presidente che, proprio per illustrare alla cittadinanza gli interventi in corso, ha organizzato per sabato alle 15, in basilica, una conferenza alla presenza delle autorità cittadine, delle fondazioni e degli enti che hanno sostenuto i restauri dal costo complessivo di 370mila euro.l'appelloPer terminare mancano ancora 35mila euro. Da qui l'appello a «salvare un bene che appartiene all'intera città». Da Regione Lombardia era arrivato un contributo di 170mila euro, Fondazione Rovati di Monza aveva donato 60mila euro, Fondazione Bracco 20mila, Fondazione comunitaria 24mila, Asm 30mila, Universitiamo 1170, mentre ammonta a 31mila euro la donazione di privati cittadini. Alla conferenza interverranno Marco Morandotti, Dipartimento Ingegneria civile, Saverio Lomartire, università del Piemonte orientale, Benedetta Chiesi, Soprintendenza, Carlo Bergamaschi, direttore lavori. --Stefania Prato