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il retroscenaUski Audino / berlinoÈ giallo sul ruolo di mediazione dell'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder in missione segreta a Mosca per incontrare Vladimir Putin. L'iniziativa dell'ex leader socialdemocratico non è chiaro se rientri nel novero delle tante auto-candidature di mediazione del conflitto di questi giorni, o se invece arrivi su pressione del governo ucraino, come riferiscono fonti di Politico.eu. In una sorta di trattativa-ombra, dopo aver incontrato a Istanbul un rappresentante della delegazione ucraina coinvolto nei colloqui ufficiali nella capitale turca, l'ex capo di Stato tedesco avrebbe proseguito per Mosca.La richiesta ucraina non è una totale novità. Il 4 marzo scorso l'ambasciatore ucraino a Berlino Andrij Melnyk in un'intervista alla rivista Das Parlament aveva detto: «Noi ucraini non abbiamo alcun legame con Putin, ma i tedeschi come Schröder e altri sì. Dove sono ora?». L'ex cancelliere 77 enne, che siede nei Consigli di Vigilanza dei principali gruppi energetici russi (Nord Stream, Rosneft e Gazprom), è legato a Putin da rapporti di amicizia ed è l'unico che potrebbe convincerlo di qualcosa. Del resto l'ex cancelliere è anche l'unico in Germania a non aver condannato esplicitamente l'aggressione, parlando piuttosto di «responsabilità da entrambe le parti». Questo gli è costato la condanna del suo partito, la richiesta di dimettersi dagli incarichi in Russia da parte del suo ex uomo di fiducia, ora cancelliere Olaf Scholz, il rischio di espulsione dall'Spd e il ritiro della cittadinanza onoraria di Hannover. Il cancelliere in carica intanto preferisce non commentare la notizia, mentre Bild sostiene che governo e Spd fossero del tutto all'oscuro della missione segreta di Schroeder. --© RIPRODUZIONE RISERVATA