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il casoJacopo IacoboniGianluca PaolucciRoustam Tariko, re della Vodka, cittadino onorario di Olbia, ha Villa Minerva a Porto Rotondo che comprò nel 2006 per 15 milioni - da Veronica Berlusconi. Vasily Anisimov, amico di Berlusconi, è il proprietario della villa "Il Tulipano", a Porto Cervo. La società Terra Services, con sede a Londra, controlla le proprietà di lusso di Deripaska in tutto il mondo attraverso una rete di società sussidiarie. Queste case includono splendide ville a St. Tropez e, in Sardegna, la villa Walkirie a Porto Cervo. Villa Merloni a Romazzino, una delle prime residenze storiche della Costa Smeralda a finire in mano russa, è di Alisher Usmanov. Lo stesso Usmanov, al quale da venerdì è stata messa sotto sequestro una proprietà di lusso al Pevero, sarebbe il proprietario ultimo di altre otto ville in Sardegna e di Villa Maramozza, sulla punta della caletta di Lerici. E poi ancora yacht, ville, tenute in Toscana, quote societarie. La mappatura dei beni e delle proprietà italiane degli oligarchi russi sanzionati dalla Ue - e di quelli che potrebbero esserlo nei prossimi giorni - è quanto sta impegnando la Guardia di finanza in questi giorni. Un impegno che vede gli uomini delle Fiamme gialle districarsi tra reti di scatole societarie offshore, nascoste in paradisi fiscali costituite proprio per nascondere il reale proprietario e la reale provenienza del denaro. Un lavoro che sarebbe più semplice se l'Italia avesse istituito il Registro dei beneficiari ultimi, come richiesto da una normativa europea alla quale l'Italia non ha ancora dato applicazione. Quella di venerdì scorso è solo la prima ondata dei sequestri di beni degli oligarchi. Nei prossimi giorni, si spiega, dovrebbero arrivare altri provvedimenti. I beni - congelati per sei mesi, in forza di provvedimenti amministrativi emanati dal Mef - saranno temporaneamente gestiti all'Agenzia del Demanio. Almeno 143 milioni di euro il valore degli asset colpiti dal provvedimento, che oltre alla villa del Pevero di Usmanov ha riguardato anche lo yacht di Alexei Mordashov, presidente della società Severgroup, azionista della Rossiya, detta «la banca di Putin», che ha avuto un ruolo importante nel processo di annessione della Crimea. E quello di Gennadij Timchenko, magnate russo dell'energia e delle infrastrutture, amico di Putin dai tempi del municipio di San Pietroburgo e diventato straordinariamente ricco con l'ascesa al potere di Vladimir. Congelate anche le ville sul lago di Como di Vladimir Soloviev, presentatore della Tv pubblica russa, noto per le sue arringhe anti-occidente e contro i gay, volto della propaganda del Cremlino che dopo l'annuncio delle sanzioni si lamentò pubblicamente del fatto che avrebbe dovuto rinunciare alle sue dimore italiane. Sarebbe invece al sicuro in Uzbekistan da qualche giorno l'enorme Airbus A340-300 adattato ad aereo privato da Usmanov, che spesso staziona all'aeroporto di Olbia.Secondo le motivazioni della sanzioni Ue a suo carico, Usmanov «si è schierato come un front del presidente Putin e ha risolto i suoi problemi di affari. Secondo i Fincen files, ha pagato 6 milioni di dollari all'influente consigliere di Vladimir Putin, Valentin Yumashev. Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Russia ed ex presidente e primo ministro della Russia, ha beneficiato dell'uso personale di residenze di lusso controllate dal signor Usmanov. Pertanto ha attivamente sostenuto materialmente o finanziariamente i decisori russi responsabili dell'annessione della Crimea e della destabilizzazione dell'Ucraina». Un ritratto distante da quella che è (era) la sua immagine pubblica in Italia. Filantropo, ha finanziato il restauro della Sala degli Orazi e Curiazi ai Musei capitolini, dell'Ambasciata italiana a Mosca, Villa Berg, ha donato 1 milione alla Regione Sardegna nella prima fase dell'emergenza Covid. Nel 2017 ha ricevuto l'Ordine al merito della Repubblica italiana. Uno dei tanti oligarchi «premiati» dal nostro paese. --© RIPRODUZIONE RISERVATA