In fuga dal fronte sempre più vicino a Tortona 24 profughi da Leopoli
TORTONA Stravolti da un viaggio durato 14 ore , ma con la certezza di esser arrivati un luogo sicuro che li ha accolti lontano dalle bombe e dalla morte: sono le immagini che si leggono sui volti dei 24 rifugiati ucraini arrivati ieri mattina al santuario Madonna della Guardia di Tortona con il pullman di Orlandi di Voghera, messo a disposizione da Beniamino Gavio patron della società tortonese Bertram Derthona Basket. Tre autisti e don Pietro Sacchi parroco di San Pietro, la chiesa di Don Orione, a Voghera, sono partiti mercoledì scorso alle 20.30 in direzione Beregsurani, in Ungheria, al confine con l'Ucraina, per portare in Italia uomini, donne e bambini in cerca di protezione. La maggior parte delle 45 persone caricate sul pullman hanno sono di Leopoli (Ucraina), 21 sono state ospitate a Fano (Pesaro) nelle case orionine, mentre le altre 24 sono state accolte ieri mattina nelle strutture del Centro Mater Dei e nella casa del Paterno di Tortona. volontari in viaggio«Abbiamo viaggiato attraverso Italia, Slovenia e Ungheria. Dopo aver consegnato medicinali e aiuti che avevamo portato, abbiamo dovuto aspettare qualche ora per i controlli al confine, prima di poter accogliere i profughi. Nonostante la gioia che i piccoli trasmettevano in pullman, ad ogni telefonata a casa, dagli occhi delle madri traspariva un velo di tristezza e di terrore. È stato bello poterci essere, grazie anche a Beniamino Gavio che ha messo a disposizione il pullman, i tre autisti e pagato il viaggio». Il parroco pensava di partire la prossima settimana ma don Egidio Montanari missionario lodigiano nel monastero di Leopoli, ha chiesto di anticipare per l'arrivo imminente nei militari nella zona. il dolore dei profughi«Noi dobbiamo scappare dal nostro Paese perché per la guerra muoiono tante persone, bambini, donne - spiega una delle madri ospitate con il proprio figlio disabile - Abbiamo paura di Putin. Vogliamo vivere con i nostri figli».Molte sono le donne che hanno dovuto lasciare il marito in Ucraina come un'altra madre accolta con la figlia di 10 anni, insegnante di economia «Mio Marito è rimasto in Ucraina per lavorare ed aiutare la gente. Abbiamo sentito i bombardamenti vicini, dai bunker. Noi vorremmo tornare presto a casa». Nei giorni scorsi al Centro Mater Dei erano già arrivati dei rifugiati «Abbiamo sentito don Egidio e don Moreno che ci hanno chiesto la disponibilità ad ospitare queste persone - spiega don Renzo Vanoi rettore santuario Madonna della Guardia -. Tre giorni fa è arrivato un primo gruppo di 8 disabili. Si è già attivata una gara di solidarietà».come aiutareDa oggi al centro Mater Dei (ore 10-12 e 14-16, ingresso sala Paolo Sesto), è possibile lasciare succhi di frutta, bibite, brioche confezionate, astucci di penne, matite, pennarelli e giochi per bambini, anche per attività all'aperto. Questa sera è previsto l'arrivo di altri rifugiati non vedenti. Una manifestazione per chiedere la pace in Ucraina, si terrà questa mattina dalle ore 9.30 alle 12.30 in piazza Malaspina a Tortona. --PAOLA DELLAGIOVANNA